Calabria On Line
Login password
Registrati Adesso | Recupera Password
Calabria cultura Calabria Ricerche Calabria speciali Calabria turismo Calabria turismo
La Calabria|Arte e Cultura|Tradizione e Folclore|Università|Scuola|

News - Eventi - Sport
CATANZARO
News - Eventi - Sport
COSENZA
News - Eventi - Sport
CROTONE
News - Eventi - Sport
REGGIO CALABRIA
News - Eventi - Sport
VIBO VALENTIA
Lavoro in Calabria
Eventi in Calabria
Archivio Articoli
Condividi con
Seguici su Twitter Seguici su Facebook Iscriviti ai nostri Feed
COL
La Calabria - Tutto e Tutta
Catanzaro
Cosenza
Crotone
Reggio Calabria
Vibo Valentia
Arte e Cultura in Calabria
Tradizione e Folclore in Calabria
SENTIERI
I Sentieri di COL
Diventa Editore
Condizioni
F.A.Q.
I nostri Ospiti
SPECIALE COL
Rubriche
Borghi di Calabria
Mali di Calabria
Risorse di Calabria
Cittā dei ragazzi
Articoli
COLTour
Incoming Calabria
Virtual Tour
Da Visitare in Calabria
Viaggi in Calabria
Alberghi e Ristoranti Calabresi
Prodotti Tipici Turismo Enogastronomico
Escursioni in Calabria
Itinerari in Calabria
I Paesaggi di Calabria



Home Page | Sei in COL | Tradizione e Folclore


Antichi Mestieri - Zampognaro
 
Zampognaro
U' Ciarameddharo

Quello dello zampognaro non era un vero e proprio mestiere. Era una missione. Per lungo tempo scomparsi ora stanno tornando grazie al rinnovato interesse per la cultura e le tradizioni popolari.

Gli zampognari si muovevano in coppia: uno suonava la zampogna, strumento simile ad una cornamusa, l'altro la ciaramella, strumento a fiato fatto di canne. Indossavano un giubbotto senza maniche di montone ed un cappello guarnito di nastri
Gli zampognari scendevano dai monti e dai paesini, verso le cittā, per rimanervi per la durata della novena (15-23 dicembre). La cittā offrivano loro la possibilitā di guadagno ed esercitavano un fascino particolare in tutti i sensi. Molti pastori apprendevano, con impegno, a suonare la zampogna o la ciaramella, aspettando l'etā per poter seguire il "rito" sulle orme paterne. Essi sentivano parlare tanto di quelle cittā, delle sue luci, delle donne, dei soldi guadagnati tanto da rivivere tutto, in sogno, per anni.
Finalmente veniva il loro turno. Con i cappelli a cono invellutati, le "zaricchie" ai piedi, il nero mantello, lo strumento sotto braccio, e, via, verso la "mecca" tanto sognata.
Giravano per le vie suonando, fermandosi qua e lā e raccogliendo le offerte occasionali o stipulavano accordi con le famiglie che allestivano i presepi, per suonare davanti a quella "sacra raffigurazione" ogni sera, all'ora della novena. Poi, a divertirsi.
Quelle settimane modulate dai suoni dolci delle nenie natalizie, e tutto il resto diveniva, poi, oggetto di racconto per un anno. Ai cittadini non restava che una lunga attesa, per risentire quelle melodie, che fanno tanto Natale.
Nei paesi, invece, pastori e contadini scendevano dai monti, con le loro zampogne solo il 24 a sera. Andavano in giro per le case di amici e conoscenti a suonare davanti al presepe. Le padrone di casa offrivano vino e fritture, per cui č immaginabile quale fosse alla fine il loro stato di ebrezza.
 



Tradizioni Religiose
Parole Perse
Chiese e Santuari
Diocesi Calabresi
Feste e Sagre
Ricette
Proverbi
U Misi e Natali nella tradizione popolare cosentina
Riti della Settimana Santa
Giochi di una volta
Antichi Mestieri
Etnie di Calabria
Credenze popolari
Tradizione della maialatura
Speciale di Natale
Strina di Natale

News
Calabria

 
© 1997-2021 CalabriaOnline By Internet & Idee S.r.l P.Iva: 02196690784




?>