Le pupille saettarono veloci ed ora il re dei Goti cavalcava al trotto tra le rovine di quel che un tempo era stato il centro del mondo e, mentre incedeva, osservava indifferente la morte passargli accanto. Gli schiavi liberati si vendicarono dei padroni trascinandoli sulle soglie per poi scannarli. I templi pagani violati, le reliquie sottratte ai luoghi di culto e portate in oscena processione sulla soglia del Vaticano sotto gli occhi compiaciuti di papa Innocenzo (5), mentre auguri (6) e feziali (7) venivano sgozzati e le (8)vestali violentate, uccise senza pietà alcuna.
Arrestò il cavallo davanti il tempio dei Dioscuri (9), sorrise pensando all’oro accumulato all’interno. Niente aveva più importanza. Stilicone era morto e con lui Roma. Non c’era onore, non c’era battaglia, solo una resa incondizionata ed un vigliacco in fuga: Onorio. Fu in quel preciso battito del cuore che prese la decisione. Spogliare le casse dell’erario, accumulare quanti più tesori poteva e stabilirsi in Africa. Lontano da intrighi sciocchi ed inconcludenti. Avrebbe potuto prendere la porpora e farsi incoronare in quello stesso preciso istante. A che scopo? Era stanco … stanco.
«Portatelo fuori.»
Il sacerdote non aveva più di cinquanta inverni e osservava i guerrieri a cavallo con noncuranza. Impavido. Un peccato che fosse pagano.
«Quanto oro disponi?»
«Neppure un’oncia cavaliere.»
Scese da cavallo sguainando lentamente il lungo spadone.
«Non ti ho chiesto dove si trova, questo lo so già e so anche come prenderlo.»
«Sei Alarico, vero?»
«Lo sono.»
«Nessuno aveva osato tanto sin dai tempi di Brenno(10). Sii tu maledetto, possano le tua mani lorde di sangue piagarsi giorno dopo giorno e l’aria che respiri farsi incandescente nelle tue viscere. Possa tu incontrare i divini gemelli nell’Ade e scontare la tua pena in eterno. Possa tu …»
Non completò mai la frase. Alarico gli tranciò la testa di netto. Il capo rotolò ai suoi piedi continuandolo a guardare in modo accusatorio mentre il fiotto violento di sangue fuoriusciva incontrollato dal troncone riverso ora sui marmi rosso vermiglio.
Tre guerrieri gli condussero davanti due giovinetti.
«Chi sono?» Domandò.
«Castore» Disse il primo … »ed io Polluce.» Continuò il fratello.
Alarico li osservò stralunato per un battito di ciglia prima che i due continuassero all’unisono.
«Presto, quando il ciclo della vita avrà fine, prima che le vene ti si secchino, ricorda …»
Infastidito li fece allontanare ma le parole finali lo raggiunsero ugualmente … ti, dei Dioscuri.»
L’improvviso silenzio costrinse Alarico, oramai giunto sulla soglia del tempio, a voltarsi giusto in tempo per vedere il secondo dei fratelli cadere nella polvere con l’indice accusatorio puntato contro. «Ricordati dei Dioscuri»
Gli occhi turbinarono vorticosamente ancora una volta e le immagini si spostarono in una tenda illuminata da puzzolenti lanterne ad olio simili a quelle che infestavano la taverna, ma che non attenuavano il puzzo della carne in decomposizione dell’uomo ancora vivo.
Garth sedeva al fianco del moribondo evitando di toccarne la pelle infetta mentre un vicario di Cristo gli impartiva l’estrema unzione.
«Dove, dove siamo?»
«Consentia, nel Bruzio(11).»
«Quanto? … Da quanto tempo?»
«Un mese, mio signore.»
«Fa freddo.»
«E’ inverno, mio signore.»
«Non … non voglio morire.»
«Guarirai presto.» Mentì volgendo il capo sulle ombre che danzavano sullo sfondo.
«No … loro sono già qui.»
«Non c’è nessuno a parte me ed il sacerdote mio signore. La febbre ti è causa di delirio.»
«No … l’oro … l’oro è maledetto, maledetto.»
Garth l’osservò evitando di aggiungere altro.
Racconto scritto e inviato dal nostro COLlaboratore Pierlugi Curcio
(1) Copa: Ostessa
(2) Ario: 256-336 erasiarca del IV secolo.
(3) Annwn. Oltretomba celta, si ritiene che i Goti di Al arco discendessero dal ceppo celta e non germanico.
(4) Flavio Stilicone:359-408. magister militum
(5) Papa Innocenzo, sul soglio pontificio dal 401 al 417
(6) auguri: interpreti del volere divino
(7) feziali: sacerdoti usati per scopi militari ed interpellati durante le trattative di pace.
(8) vestali: sacerdotesse votate alla dea Vesta
(9) Tempio dei Dioscuri: dedicato ai greci Castore e PolluceNegli ambienti aperti nel podio erano conservati i pesi e le misure ufficiali e alcuni di essi erano utilizzati come "banche" o depositi.
(10) Brenno: a lui si deve il primo sacco di Roma nel 390 a.c.
(11) Bruzio: antico nome della Calabria
(12) Consentia: antico nome di Cosenza
(13) Sorella dell’imperatore Onorio, presa come ostaggio durante il sacco di Roma e successivamente, dopo la morte di Alarico, data in sposa al successore Ataulfo.