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Tomba e Tesoro di Alarico

Quando la Realtà di mescola con la Fantasia

Il Guerriero di Alarico, di Pierluigi Curcio

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Il Guerriero di Alarico, di Pierluigi Curcio
«Hi hihi, datemi da bere … da bere.»
L’uomo entrato nella taverna si diresse a passo malfermo e zoppicante verso il bancone.
«Mi scoppia la testa, ho bisogno di bere … mi basta solo una coppa d’idromele.»
«E piantala. . Perché non ti fai offrire da bere dal tuo amico, sì … da Alarico, il terrore di Roma? Sei solo un vecchio scimunito nato scemo, ehehe.»
Lo scoppio d’ilarità si diffuse per la sala mentre le prostitute che servivano ai tavoli si chiedevano del perché la copa(1) tollerasse la presenza dell’anziano. Viveva nella stalla insieme alle bestie e delle bestie aveva preso lo stesso odore.
«Và via.» Lo rimbrottò Henga
«Un solo sorso.»
«Avrai qualcosa da mettere sotto i denti domattina dopo che ti sarai dato una ripulita. Puzzi come una capra.» Disse sarcastica sniffando ironicamente l’aria intorno provocando un nuovo scroscio di risa.
« C’è stato un tempo in cui non avresti mai osato parlarmi in questo modo. Io, io che ho combattuto con gli ultimi gloriosi generali di Roma …»
«Tu sei solo uno scimunito ed adesso tornate nella stalla insieme ai tuoi pari, sono quelli i tuoi generali adesso.»
Ulfer, stizzito per il prolungarsi della pietosa scena si voltò di scatto lanciando una grossa manata sulle spalle dell’anziano, questi lo guardò esitante, poi il pugno dell’altro lo centrò dritto sul mento mandandolo a sbattere pesantemente sulle assi di legno. L’impatto gli spezzò il fiato, ma prima che potesse rimettersi sulle ginocchia ad un cenno dell’altro, due uomini gli si affiancarono e trascinatolo dalle spalle lo scagliarono senza tanti complimenti oltre la soglia. La pioggia aveva smesso di venire giù dal cielo quel pomeriggio, ma le pozze d’acqua ed il fango non erano state assorbite ancora dal terreno. Il liquame gli schizzò addosso inzuppandolo inesorabilmente. Lentamente ed a fatica si rimise in ginocchio, poi, poggiandosi con la mano buona in terra, s’issò in piedi mentre poneva il moncherino del braccio destro sotto l’ascella. Pulsava terribilmente come se potesse sentire ancora il peso della grossa spada che un tempo portava in battaglia. Avrebbe glorificato gli dei, No. Non gli dei … Dio. Lui era un cristiano adesso, da quando Costantino aveva reso ufficiale la religione del dio della croce ed il vescovo Ario(2) aveva diffuso la buona novella tra la sua gente era un cristiano, solo che a volte si scordava di esserlo. Si, avrebbe glorificato Dio in eterno pur di ottenere il perdono.
Barcollò vistosamente per un battito del cuore, poi a fatica e, zoppicando penosamente, entrò nella stalla. Una lanterna emetteva una flebile luce ed un uomo lo attendeva guardandolo ironicamente.
Aveva circa quaranta inverni, i capelli rossicci e le ciglia vagamente cespugliose, ma i due occhi in basso sprizzavano intelligenza ed ironia.
 
 
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Racconto scritto e inviato dal nostro COLlaboratore Pierlugi Curcio


(1) Copa: Ostessa
(2) Ario: 256-336 erasiarca del IV secolo.
(3) Annwn. Oltretomba celta, si ritiene che i Goti di Al arco discendessero dal ceppo celta e non germanico.
(4) Flavio Stilicone:359-408. magister militum
(5) Papa Innocenzo, sul soglio pontificio dal 401 al 417
(6) auguri: interpreti del volere divino
(7) feziali: sacerdoti usati per scopi militari ed interpellati durante le trattative di pace.
(8) vestali: sacerdotesse votate alla dea Vesta
(9) Tempio dei Dioscuri: dedicato ai greci Castore e PolluceNegli ambienti aperti nel podio erano conservati i pesi e le misure ufficiali e alcuni di essi erano utilizzati come "banche" o depositi.
(10) Brenno: a lui si deve il primo sacco di Roma nel 390 a.c.
(11) Bruzio: antico nome della Calabria
(12) Consentia: antico nome di Cosenza
(13) Sorella dell’imperatore Onorio, presa come ostaggio durante il sacco di Roma e successivamente, dopo la morte di Alarico, data in sposa al successore Ataulfo.



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Il Guerriero di Alarico, di Pierluigi Curcio

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