| Mastro Benito ha il laboratorio in via Capitan Manfredi a Lamezia Terme (Catanzaro) dal 1980 e aveva il precedente in Via dei Mille da 16 anni: “Svolgo il mestiere del lattoniere (u’ landiaru) da più di cinquant’anni” – dichiara con orgoglio
Mastru Benitu. “Prima, per sette, otto anni ho fatto l’apprendista andando in giro a comprare il materiale per le riparazioni. Da piccolino mi recavo in Via Garibaldi, oltre che dal Signor La Chimia che aveva un negozio di elettrodomestici (nonno di chi scrive), dallo stagnino, Mastro Francesco, per imparare il mestiere: Via Garibaldi era la strada degli artigiani, falegnami, stagnini, barbieri, sarti, calzolai”.
Via Garibaldi è la strada principale del centro storico di Nicastro (Lamezia Terme) ed è situata sul percorso che conduce all’antico rione di San Teodoro e al Castello di Federico II.
Il lattoniere è colui che fa lavori con la latta stagnata. Un’arte antica, essendo lo stagno uno fra i primi metalli usati dall’uomo per le sue proprietà anticorrosive. Il principale impiego dello stagno è rimasto costante nella fabbricazione della latta, sottili fogli di acciaio dolce coperti da un sottile velo, di qualche millesimo di millimetro, di puro stagno da entrambe le parti. Vari sono i lavori che si riescono a produrre. Le opere delle varie epoche dell’artigianato, della parte del mondo da cui provengono, raccolte nei musei, sono il frutto della partecipazione dei loro realizzatori a un’antica tradizione di mestiere. L’artigianato oggi va scomparendo. Ci sono pochi lattonieri che realizzano una varietà d’oggetti modellando a mano, come sempre, maggiormente la latta per trovare il modo di ottenere la forma finale che possa sempre meglio soddisfare l’occhio e la funzionalità. Anche i lattonieri, come gli altri artigiani, ancora oggi, interpretano i lavori alla luce della propria abilità, assumendo dimensioni e particolari di costruzioni secondo la propria abilità. Una buona educazione artigianale esige un lungo periodo di addestramento, poiché non esiste un sistema per acquisire abilità all’uso degli attrezzi, che richiedono rapidi e abili movimenti del corpo. Il periodo di lungo apprendistato porta l’artigiano a divenire un tutto unico con i suoi attrezzi, tanto da potersi fidare della propria abilità e interpretazione personale delle innovazioni alla propria tecnica di lavoro.
“Oramai, - continua Mastru Benitu - svolgo questa attività solo per avere un impegno, per non andare in giro in città senza fare nulla. Lavoro non ce n’è. Durante le feste di Natale, trasporto tutto il materiale del mio negozio nel quartiere di San Teodoro e, nel corso della rievocazione della Nascita di Gesù Cristo, rappresento la mia arte ed il mio mestiere in Via SS. Salvatore, come gli altri artigiani i loro”. |