E l’arca?
Il tema dell’Arca è legato a quello del viaggio. Rappresenta la vita con i suoi vari stadi e i suoi attraversamenti. E’ un simbolismo arcaico e arcano, molto misterioso che riprendo nell’arte sacra, nel soggetto dei sette ruscelli, dalla nascita alla morte. Il simbolismo dell’arca, e della navigazione in generale, comporta parecchi aspetti che sono, nell’insieme, legati. L’Arca è nella tradizione cristiana uno dei simboli più ricchi: simbolo della dimora protetta da Dio (Noè) che salvaguarda la specie; simbolo della presenza di Dio nel popolo scelto da lui; sorta di santuario mobile che garantisce l’alleanza di Dio e del suo popolo; infine è il simbolo della Chiesa.
Quali sono i rapporti con la poesia?
Sono stato uno dei primi ad illustrare, con serigrafie ed incisioni, la poesia di Franco Costabile, trattando il tema dell’emigrante e del mondo contadino che mi toccano molto da vicino. Ho svolto molto anche il soggetto dei viaggi di Samuel Gulliver, disegni ad inchiostro e pastelli, alcune fantasie neobarocche, vere e proprie scenografie ludiche. Ho partecipato alla mostra che ha per titolo "Oggettinstabili moti urbani stazionimpossibili” che si è potuta visitare fino al 20 giugno a Lamezia, a Palazzo Nicotera, ora interamente restaurato. Il progetto prevede di ricoprire la facciata della stazione di Sambiase con immagini dedicate a Mimmo Rotella e a Marasco. E’ un lavoro digitale. A Caltanisetta ho fatto una mostra intitolata “Vasi e Travasi”, con realizzazione tridimensionale del vaso, fragile contenitore dell’anima: vaso della speranza, dell’innocenza ecc. Difficile non pensare al vaso di Pandora. Il vaso è un simbolo acquatico ma soprattutto femminile: l’acqua che contiene è la sostanza stessa della manifestazione, che nasce dalla fecondazione.
Progetti per il futuro?
Una mostra di personaggi in legno e terracotta che reggono cavalli o arche, un lavoro che ha richiesto un lungo tempo di preparazione. In pratica rappresento me stesso.
Che tipo di legno usa?
Legni di tiglio e cirmolo, in tavoloni da otto, assemblati a mò di tronco, che poi vengono sezionati, che acquisto dai rivenditori di legno già essiccato. Farlo da un tronco intero comporterebbe il rischio della spaccatura del legno.
Ha mai insegnato?
Sì, ho insegnato plastica (ceramica) nell’Istituto d’Arte Michelangelo Buonarroti a Pianopoli (Catanzaro) e ho collaborato presso l’Ente ACLI Istruzione Professionale come docente di serigrafia, pittura e ceramica.
Ha lavorato come scenografo?
Sì, sono stato responsabile del settore scenografico per il Circuito Nazionale Televisivo “Vuellesette Cinquestelle” e a Roma ho lavorato nelle prime Canzonissime.
Anche la musica è una tradizione della famiglia Caporale. Se non sbaglio suo padre suonava il violino. E Lei?
Faccio parte d’un’orchestra di quindici persone. Suono solo per beneficenza la chitarra spaziando dal rock al jazz. Giusto per divertirsi. Anche mio figlio ama la musica e suona uno strumento. Tanto per cambiare…