Tra i particolari che mi sono rimasti impressi, quando dopo il passaggio di proprietà, cioè quando sono entrato in possesso del libretto di circolazione. Ho notato una marca da bollo (ancora intatta) di 30 lire e prima del nome del primo proprietario, scritto con la stilografica di una volta, era chiaramente indicato Cavaliere. Belle espressioni che il tempo ha oramai cancellato. Il comfort di marcia è molto elevato per l’epoca e anche per i tempi moderni. Assorbe bene le asperità della strada, sicuramente non si potranno fare le partenze brusche, ma con il 1400 – senza catene – ho guidato tranquillamente sulla neve. Mancano ESP EBD e tante altre diavolerie che personalmente a me non servono perché con il 1400 è molto salutare scorazzare tra le stradine dei nostri paesi, e meglio ancora per le strade in salita. Il cambio è di una dolcezza unica, la pedaliera al posto giusto, la visibilità non certo ampia per via del piccolo lunotto, ma una volta presa la mano, non esistono problemi nel parcheggiare. Molto silenziosa nella marcia, e con le marmitte a posto, si avverte un piccolo borbottio – peraltro piacevole – e qualche scoppiettio nel momento in cui si rilascia l’accelleratore in discesa. Ogni tanto – per via di qualche ingolfamento – arriva nell’abitacolo odore di benzina - che è gradevole e piace – fino ad oggi nessuno si è mai lamentato. Una volta inserita la chiave di accensione “il classico chiodo” infatti smarrendo la chiave, la si può mettere in moto ugualmente, utilizzando un bel chiodo per la carpenteria, occorre tirare un pomello ed il motore si accende facilmente. Per tirare il freno a mano, posto alla sinistra del volante, occorre mangiare una buona bistecca per lo sforzo richiesto, ma anche questo diventa piacevole e fa parte della storia. Tutte le auto di quell’epoca hanno un fascino particolare e il 1400 in modo molto marcato.
Conservo gelosamente un piccolo particolare articolo, regalatomi da un anziano portiere Fiat, oggi in pensione, consistente in una spilla da giacca (raffigurante un’aquila sopra il marchio Fiat di colore blu) usato solo ed esclusivamente nel giorno del lancio ufficiale della 1400 nelle Concessionarie Fiat. La mia 1400 – per la sua sontuosa bellezza, venne selezionata nel 1987 per prendere parte al film “Ragazzo di Calabria” per la regia di Luigi Comencini, girato in parte sulla Costa Jonica e Tirrenica. Ricordo che per la sua estrema brillantezza, le venne spruzzato sulla carrozzeria uno speciale spray (peraltro innocuo) ad evitare i riflessi del sole nella telecamera. Con appositi strumenti e anche con un registratore professionale, hanno registrato la chiusura delle portiere, il suono del motore, e tentarono invano di registrare il classico rumore della frenatura. La Fiat 1400 – quando frena – è molto silenziosa. Sono piccole note ed emozioni che vanno giustamente menzionate.