Se si guarda ai successi che la piu' recente strategia delle forze di polizia ha consentito nella lotta alla 'ndrangheta si e' indotti a pensare che ormai la ‘ndrangheta calabrese sia allo sbando. I maggiori esponenti delle 'ndrine in galera o comunque inquisiti sono la dimostrazione che lo Stato puo' vincere la guerra contro la 'ndrangheta. Ma ritenere che, con i capi in galera, le ‘ndrine siano destinate alla disintegrazione sarebbe un errore imperdonabile, capace di vanificare i risultati che si sono ottenuti in questi anni. Anche perche' all'orizzonte si cominciano a stagliare figure che, se apparentemente con la 'ndrangheta non hanno nulla che spartire, sono invece destinate ad incidere profondamente sulle sue future vicende. |
Il presidente del Tribunale dei minori di Reggio Calabria, ha fatto notare che, <<se la manovalanza delle "’ndrine" viene reclutata in quello che un tempo era definito il proletariato, i figli dei capi e dei loro "consigliori" vengono mandati a studiare nelle migliori scuole ed universita' non tanto per voglia di riscatto, quanto per preparare un volto "pulito" alle famiglie>>.
Controllo del territorio a presidio della sicurezza dei cittadini.
Aggredire i patrimoni criminali e far leva sull'intensificazione delle attività informative ed investigative, per l'individuazione delle ricchezze illecitamente accumulate.
Creare e sostenere iniziative di base per la diffusione della cultura della legalità.
Investire mezzi e risorse per il decollo economico della Calabria, regione con enormi potenzialità turistiche ed agricole, onde creare nuovi posti di lavoro sottraendo nuove leve e manovalanza alla criminalità.
|