Il reclutamento avviene, come visto per le altre organizzazioni, secondo un rituale
prestabilito e più rigido di quelli gia descritti; rituale che viene ripetuto per ogni
“promozione” e che ha inizio con il “battesimo”, che può avvenire dall’età di 14 anni.
Con tale rito l’aspirante entra a far parte della ‘ndrangheta con l’appellativo di
“picciotto”.
Il battesimo, così denominato perché come con il battesimo nella religione cristiana il
bimbo entra a far parte della Chiesa, parimenti l’aspirante diventa parte
dell’organizzazione criminale, sarà celebrato in un posto isolato – preferibilmente una
caverna in montagna – alla presenza del numero minimo di cinque picciotti più il
celebrante che sarà uno ‘ndranghetista anziano.
Il rito inizia con le domande del celebrante sulla possibilità di dar luogo alla cerimonia.
Ottenuta risposta positiva l’anziano, con “il Vangelo” in mano, ammonisce i presenti
sull’importanza del rito e intima loro di assumere la posizione prevista con le braccia
conserte.
Il cosiddetto Vangelo non è quello usato per le celebrazioni cristiane nella Chiesa
cattolica, ma è un libro dove sono scritte le regole e i rituali dell’organizzazione criminale.
Quindi pronuncia le prescritte frasi:
“Battezzo questo locale santo, sacro e inviolabile nella stessa maniera nella quale lo hanno
battezzato i nostri avi dai quali noi discendiamo i cavalieri spagnoli Osso, Matrosso e
Carcagnosso, e se un tempo questo luogo era un posto comune da questo momento
diventerà un luogo santo, sacro e inviolabile. Se qualcuno non lo riconoscerà come tale
ne pagherà le conseguenze con cinque zaccagnate nella spina dorsale come è
scritto sulla regola sociale.”
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