Parimenti alle altre organizazioni criminali gli appartenenti alla 'ndrangheta parlano un
linguaggio convenzionale prestabilito, ovviamente nel dialetto calabrese che in questo
scritto verrà tradotto in lingua italiana. Si è già visto che nelle cerimonie di iniziazione e in
altri rituali vengono adottate delle parole e dei gesti predeterminati. Ci si limiterà a
descrivere alcune espressioni usate dagli associati in determinate circostanze che pure
verranno descritte o ricordate, anche perché dalle ricerche effettuate e dai documenti
consultati sino ad oggi non sono risultati ulteriori dati.
Vi sono così delle formule previste per l'inizio di una riunione di 'ndrina di cui si è scritto
prima. Dopo la già vista purificazione del luogo e la successiva consegna delle armi, il
capobastone dice: "Santa sera a tutti li santisti!" Gli altri rispondono: " Santa sera!" Il
capobastone domanda: "Siete tutti pronti a sformare la Santa?" Gli altri: "Siamo
prontissimi!" Il capobastone: "In questa notte di luce santa, sotto l'illuminazione delle
stelle e la protezione dello splendore della luna, viene sformata la Santa Corona, dal
capobastone, dal capo santista, maestro di controllo e scorta distaccata." Dopo si passa
a discutere dei problemi all'ordine del giorno.
Si è visto prima che vi sono anche delle parole prestabilite per i riti di iniziazione e in
particolare per le formule dei giuramenti che in alcune 'ndrine assumono le diverse
denominazioni di "fedeltà", del "veleno", degli "affiliati".
Il giuramento della fedeltà prevede la recita della formula seguente che tradotta in lingua
italiana si leggerà:
"Giuro su quest'arma e di fronte a questi nuovi fratelli di Santa di rinnegare la società di
sgarroe qualsiasi altra organizzazione, associazione e gruppo e di fare parte della Santa
Corona e di dividere con questi nuovi fratelli di Santa la vita e la morte nel nome dei
cavalieri Osso, Mastrosso e Carcagnosso. E se io dovessi tradire dovrei trovare nello
stesso momento dell'infamia la morte."
|