Non si placano le polemiche attorno alla questione delle navi dei veleni che ha portato la nostra regione alla ribalta delle cronache nazionali. Scorie radioattive fatte sprofondare al largo delle coste calabresi, come se il nostro mare fosse una pattumiera di rifiuti. Veleni tossici insabbiati nei territori di Aiello Calabro, nei pressi del fiume Oliva, materiali inquinanti utilizzati per la costruzione di scuole e abitazioni a Crotone. Problemi che riguardano la salute dei calabresi ma non solo, ormai all'attenzione di tutti dopo le dichiarazioni del pentito di 'Ndrangheta, Francesco Fonti, e le conseguenti indagini avviate dalla Procura di Paola. Tardivi gli interventi del Governo. Mobilitata tutta la classe politica, sindacale e i movimenti calabresi sulla vicenda. Polemiche che non si sono placate nemmeno in seguito all'invio da parte del ministero dell'Ambiente, della nave Oceano che attraverso l'utilizzo di robot e tecnici specializzati, deve fare luce sulla natura del contenuto dei fusti fuoriusciti dal relitto affondato a Cetraro. Si tratta davvero del mercantile Cunsky fatto sprofondare per “liberarsi” del suo carico di rifiuti radioattivi? Questo il principale dubbio che dovrà essere sciolto al più presto. Sì, perché quello che l'assessore regionale all'Ambiente, Silvestro Greco, lamenta è la scarsa attenzione dimostrata dallo Stato centrale nei confronti dei gravi problemi sorti in Calabria. <Se il relitto fosse stato ritrovato nelle acque di Portofino sarebbe intervenuta la Sesta Flotta, per allontanare la nave e il suo carico>, ha dichiarato l'Assessore che è anche biologo marino e direttore di ricerca del Cnr, <si stanno spendendo milioni di euro al giorno con la Oceano per gli accertamenti al largo di Cetraro ma continuano a rimandare il recupero e l'allontanamento dei fusti>. Proprio intorno alla questione del carico del mercantile ruota l'intera vicenda.
A tal proposito il sottosegretario all'Ambiente, Menia, ha fatto sapere che non si può spostare il carico fuoriuscito dal relitto in quanto così sarebbe stato disposto dalla Procura di Paola. Ma l'assessore Greco non ci sta. <Ho chiesto personalmente al procuratore capo della Dda, Lombardo>, ha fatto sapere Greco, <il quale mi ha detto che la Procura ha chiesto espressamente al Governo il recupero di quanto custodito nella stiva della nave di Cetraro>. Insomma questo strano carico dev'essere spostato e allontanato dalla Calabria. Servono interventi concreti. Intanto le sigle sindacali calabresi, i movimenti tra cui Lega Ambiente hanno dimostrato solidarietà all'assessore Silvetro Greco, pronti alla mobilitazione.
Più tempestivi e pianificati, invece, risultano i controlli “a terra” che si stanno effettuando sulle aree intorno al greto del fiume Oliva e Aiello Calabro, dove è emerso un inquinamento fino a sei volte maggiore rispetto alla norma. Le perizie, infatti, si stanno effettuando da parte di Arpacal, ministero dell'Ambiente, Ispra e Procura della Repubblica, accertamenti su cui poi saranno incrociati i risultati.
Invece sulla questine “mare” si mantiene uno strano mistero.
di Angela Mendicino