Emigrazione transoceanica: Argentina, Brasile, Stati Uniti, Canada, Australia |
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Famiglia di emigranti |
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Quanto hanno influito nella formazione degli stereotipi dell’emigrante, gli scritti di noti letterati:
Percy B. Shelley: "possono a stento definirsi tali: sembrano una tribù di schiavi stupidi e vizzi, e non penso di aver visto un solo barlume di intelligenza nel loro volto, da quando ho attraversato le Alpi"; questo il suo giudizio degli uomini italiani e sulle donne : "Forse le più spregevoli fra tutte quelle che si trovano sotto la luna; le più ignoranti, le più disgustose, le più bigotte, le più sporche." Nei racconti del Gran Tour, descrisse il nostro come un paese di mendicanti, puttane, ruffiani, sozzoni e briganti e, preceduti da cotanta presentazione, così furono accolti i nostri antenati al loro arrivo.
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Ed i meridionali, in particolar modo erano considerati esseri ancora più spregevoli. Non bisogna infatti dimenticare che, ancora in un rapporto della Commissione sull'immigrazione, citato nel “Dictionary of Races and Peoples” ( Dizionario delle razze e dei popoli ), risalente agli anni Venti del secolo scorso, fu stabilito “scientificamente” che tutti gli abitanti dell’Italia, residenti sotto il 45° parallelo, quindi praticamente da Torino in giù fossero meridionali e, quindi “razza inferiore”. D’altronde, Giuseppe Sergi, antropologo italiano del XIX secolo, teorizzo, e non fu il solo, che l'Italia fu colonizzata in tempi antichi da una popolazione africana. (Absit iniuria verbis)
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