Pur tuttavia, dopo un ciclo temporale di 62 anni, ancora la ricchezza del Sud sovrastava abbondantemente quella del Nord ed il lavoro generato era ormai concretamente visibile nel gran numero di industrie ( Fiat, Breda, Falk, Borletti, Magneti Marelli, Isotta Fraschini, Pirelli, Dell’Orto etc.), di scuole ( Politecnico di Milano, di Torino, Università, Istituti Tecnici ), di infrastrutture ( ferrovie, ponti, viadotti etc.) tutte rigorosamente realizzate al Nord.
Nel secondo dopoguerra i soldi del piano Marshall saranno tutti spesi al Nord, e si darà vita ad una biblica immigrazione che porterà circa venti milioni di meridionali al CentroNord.
Il Sud, come se non fosse bastato il cumulo dei furti di ricchezza già perpetrati nei suoi confronti, verrà così depredato della ricchezza degli individui mentre l’ingordigia della classe dirigente toscopadana, porterà ad un assetto del baricentro produttivo dell’Italia, orrendamente sbilanciato al Nord.
Ora, dopo aver cementificato tutta la val padana, per i loro comodi interessi pecuniari, si lamentano per lo smog e la scarsa qualità di vita. Ben gli sta.
Il quantitativo di denaro che viene destinato alle regioni del mezzogiorno per concorrere al loro sostentamento è di fatto una piccolissima parte di ricchezza del Sud che torna al Sud . |