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Ma più che il danno di questa proporzione tra i due sessi, il danno maggiore fu per la elevata proporzione nella composizione per età. L'emigrante del primo periodo con una età dai 15 ai 45 anni rappresentava l'80%. E nel secondo periodo calò ancora, gli emigranti dai 15 ai 30 anni rappresentavano il 78% nelle correnti europee, e l'87% nelle correnti transoceaniche.
Tra le cause economiche e sociali che hanno determinato questo grande esodo, la prima di queste cause è quella dovuta a un incapace sistema politico-economico (liberal-borghese) di fare scelte mirate allo sviluppo dell'agricoltura (l'unica forza lavoro allora disponibile, e possibile a mobilitare nelle terre incolte.
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Anche con dei conteggi molto approssimativi, la perdita potenziale dei mancati matrimoni e delle relative nascite evidenziano una perdita demografica considerevole, che ha enormemente contribuito all'invecchiamento della popolazione.
L'esodo migratorio riprese in maniera notevole dagli anni '50 in poi, soprattutto dalle regioni meridionali verso le grandi città della Pianura Padana, specialmente quelle industriali. Contemporaneamente si svolgeva un'emigrazione massiccia verso i paesi più industrializzati d'Europa, maggiormente in Svizzera, Germania, Francia e Belgio.
Sin dai primi anni del XX secolo, la figura dell’emigrante, - di colui cioè che con un impeto di coraggio aveva abbandonato tutto ciò che gli era noto e caro, per tentare la fortuna in Paesi lontani, di cui il più delle volte non sapeva nulla- era considerata, da chi rimaneva, piena di fascino.
Non era raro trovare nelle case, custoditi con cura da madri, mogli, sorelle rimaste a casa in attesa di notizie, i ritratti di coloro che avevano lasciato il suolo natio per trovare soldi ed emancipazione altrove.
Il sogno di diventare ricchi e importanti, per poi tornare al paese natio e riscattarsi da anni di privazioni e umiliazioni, era inseguito dalla maggior parte di coloro che emigravano.
Il ritorno veniva vissuto anche come un dovere, molto spesso era l’occasione per visitare il cimitero dove riposano i genitori e gli altri appartenenti alla famiglia, per ristabilire il contatto con le proprie origini e radici. |