L'usanza fa sì che si producano ottimi derivati del rito della maialatura
GENNAIO. A Gennaio, l'usanza tipica di questo paese fa sì che sì che si producano gli ottimi derivati del rito della maialatura: salsicce, capicolli, soppressate, prosciutti e poi ancora scarafuogli (ciccioli), sanguinaccio , gelatina e frittule. Tutte queste cose, una volta conservate, ne permettevano e permettono l'utilizzo in diversi periodi dell'anno: così, per esempio, le frittule accompagnano da sempre la verdura di stagione come cavoli neri, sponze (broccoli)…
FEBBRAIO. Grande festa è da sempre il Carnevale spezzanese: ritroviamo, nel giorno del martedì grasso, la tipica processione al Re Carnevale, fantoccio di paglia morto per il troppo cibo mangiato. Dolci tipici sono le chiacchere, chiamate crustuli perché lavorate con la rotella; come abitudini alimentari troviamo: per la Domenica di Carnevale la pasta asciutta e la frittula di salsiccia; per il Lunedì di Carnevale le polpette di patate o di riso, o di ricotta; infine, per il Martedì Grasso, la pasta cotta al forno con le polpette di carne, o la "pasta e zita" (pasta della sposa), sempre condita con le polpettine.
APRILE. Per la Pasqua le donne spezzanesi da sempre preparano i cuculi, ciambelle all'origine non molto dolci, ciò in quanto in tempi antichi la miseria dilagante faceva scarseggiare lo zucchero; oggi i cuculi hanno, invece, una pasta molto più dolce.
AGOSTO. Il 15 agosto, giorno di Ferragosto, gli spezzanesi celebrano la Madonna dell'Assunta; per questa festività si prepara la cuccìa insieme alla carne con patate al forno. La carusa, ossia il grano della cuccìa, un tempo veniva scambiata fra parenti nei cosiddetti tinielli, dei recipienti detti anche pignatelle. La carusa, prima di essere preparata, veniva pulita - e questa operazione richiedeva un giorno intero- poi messa a bagno per i tre giorni ed, infine, cotta.
DICEMBRE. Natale, è un giorno di grande ritualità per i paesi della Presila. E' quel giorno in cui l'alimentazione non ha solo una funzione alimentare, ma assume anche una funzione simbolica . L'usanza di Spezzano prevede la preparazione delle fritture: i cullurielli, i turdilli , le scalille, e le pitte mpigliate fatte con noci, uva passa o mostarda.