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Tradizionali dolci pasquali sono i cuculi |
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GENNAIO. Nel mese di Gennaio, immancabile è il rito della maialatura.
FEBBRAIO. A Febbraio con Carnevale, c'è la sfilata di "u carnelevare", un pupazzo di stoffa che, alla fine della giornata, viene bruciato nella piazza principale: sono tre giorni che, dal punto di vista gastronomico, sono dedicati alla preparazione di vari tipi di polpette (di carne, di patate, di riso e di ricotta); inoltre, se oggi la Domenica di Carnevale vede sulle tavole la lasagna, una volta molto più diffusi erano gli zitoni (pasta grossa) o i maccarruni (maccheroni) conditi sempre con le polpette di carne di maiale. Altra pietanza tipica, specie in tempi antichi, di questa festa è la schiacciata: questa pietanza veniva preparata schiacciando il grano su una pietra, mettendolo a mollo e infine a bollire con grassi di maiale. Dolci carnevaleschi sono i crustuli.
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APRILE. Con la Pasqua, se ora la tradizione vuole i cuculi, dolci pasquali con zucchero, nei tempi antichi la miseria dilagante imponeva che gli stessi fossero preparati salati e non fatti con olio, sebbene con grasso di maiale; la Domenica di Pasqua, per chi se lo poteva permettere, ci poteva essere, insieme alla pasta asciutta, la carne di capretto o l'agnello. Per il Lunedì di Pasqua, ancora oggi si cucina la frittata con cipolla e salsiccia; si cucinava spesso il bollito di maiale (costituito da pezzi di salsiccia o dalla finnicula, fatta con polmone e altri pezzi di carne, dalle "costicelle" ossia le costole del maiale, dalle orecchie e dalla lingua) accompagnato con verdura.
SETTEMBRE. L'ultima domenica di Settembre da sempre si celebra la festa dell'Addolorata, detta Piecurella. Il cibo d'obbligo, per questa occasione, è la cuccìa, dal greco "ga couccia" (chicchi), un piatto squisito.
DICEMBRE. Il 13 dicembre (S. Lucia) come nei tempi antichi, ancora oggi si fa la schiacciata, però condita con olio d'oliva e non più mangiata, come si faceva prima, con i "pistilli vulluti" (castagne secche bollite) e senza olio di oliva. Natale, da sempre, vede alla Vigilia, sulla tavola, nove pietanze - nove come i mesi della gestazione: pasta con alici e sarde e mollica, baccalà fatto in vari modi, cavolo, frittelle di zucca. E come dolci vediamo al solito turdilli, pitte mpigliate, scalille , chjinulille . Raccontano le donne anziane di Pedace che, tuttavia, una volta i turdilli non erano fatti di pasta dolce come ora, ma venivano preparati in modo che si conservassero per lungo tempo: fatti con acqua, farina, vino e grasso, senza uova e bustine di lievito, ricoperti di miele di fichi e non di api. |