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Previsto, tra le famiglie degli allevatori, è il "rito della maialatura" |
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GENNAIO. Iniziando il nostro calendario dal mese di Gennaio, possiamo annoverare come pietanza tipica del periodo, la carne di maiale. E' previsto, tra le famiglie degli allevatori, un vero e proprio "rito della maialatura". |
FEBBRAIO. Del Carnevale è importante ricordare il popolare gioco del "Pezzu u casu": questo gioco viene fatto in fondo al rione Piano, precedentemente con una forma di formaggio; oggi la forma di formaggio è sostituita da una in legno. La gara finisce con la ripartizione del formaggio vero o altri premi posti in palio, e con libagioni di vino; vincitore è colui il quale riesce a coprire la distanza prestabilita con minori lanci e la cosa simpatica, di quando questa gara si svolgeva con i veri pezzi di formaggio, è che i curiosi e i fans che assistevano, s'impadronivano degli eventuali pezzetti di formaggio che schizzassero via lungo il percorso…
MARZO. Tra i dolci tradizionali della Pasqua, abbondantemente diffusi in Bisignano sono i cosiddetti campanari, focacce a forma di "bambolette"; Attesa e preparata era anche la Pasquetta, occasione per ritrovarsi con amici e parenti e consumare insieme il piatto forte, costituito dalla tradizionale frittata…
DICEMBRE. In Bisignano è ancora vivissima la tradizione delle "fritture", dolci natalizi che si fanno in ogni famiglia per augurio. Si cominciava con le ciambelle (i cosiddetti cullurielli) ammielate e zuccherate; ancora abbiamo i turdilli, frittelle di farina impastata e miele che ancora oggi i vicini di casa si scambiano tra loro in giorni alterni o nella stessa giornata. Tra i dolciumi natalizi si ricordano, poi, le scaldatelle, morbide ed inzuccherate, e i visinielli con le acciughe, preparati nelle vigilie di S. Lucia, Natale, Capodanno ed Epifania. Un dolce a parte, tipico di questo periodo, noto in tutta la Calabria, è la cosiddetta mpigliulata, Altro dolce molto elaborato è la giurgulata, fatta con palline di pasta reale, fritte e ammielate, su cui si versa lo zucchero. Non meno graditi sono i mustazzuoli; Per la povera gente, l'unica risorsa natalizia erano le cosiddette nzunguatelle fatte con un po' di farina diluita in acqua semplice e fritta… però sulla tavola, la sera della Vigilia ed il giorno di Natale, per augurio, in tutte le famiglie, non doveva mancare il famoso natalisu, la forma di pane fatta per l'occasione su cui ancora oggi si notano disegnini e croci augurali, segni tutti scaramantici.
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