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Aprigliano
La cuzzupa è tipico dolce pasquale
La cuzzupa è tipico dolce pasquale
FEBBRAIO. La prima festa del calendario, che citeremo per la sua tradizione gastronomica, è il Carnevale: in questo giorno l'usanza è da sempre quella di fare i dolci fritti con lo zucchero quali le chiacchere, i cullurielli dolci e i coccitielli, fatti con lo stesso impasto con il quale a Natale si fanno i turdilli , solo con una forma diversa, cioè a palline.
La Domenica di Carnevale, poi, la tavola è imbandita con pasta al forno mista a roba di maiale (salsiccia, soppressata). Il Lunedì c'è l'uso delle polpette di patate, mentre il Martedì di Carnevale troviamo o gnocchi o tagliatelle con sugo di carne di maiale e polpette di carne. Tipico anche il piatto 'e sazizza e vèntra, per il Martedì Grasso. Il 5 febbraio a Vico si festeggia la Madonna dell'Assunta, in ricordo del terremoto del 1783 in Calabria e nel Messinese; questo giorno è celebrato a livello gastronomico con la cuccìa, fatta con grano bollito e roba di maiale e mangiata dopo un intero giorno di digiuno.

APRILE. Abbiamo, poi, la Santa Pasqua; in questa occasione non manca ad Aprigliano l'usanza di preparare le cuzzupe (ciambelle dolci, cotte al forno dopo essere state guarnite di uova fissate con una piccola croce) e i taralli dolci. Un altro dolce pasquale sono le reginette, ciambelle passate nello zucchero con cui si adornano le palme di canne portate dalle bambine a Pasqua. Per la Pasquetta l'uso comune vede sui tavoli apriglianesi la frittata con salsiccia, caciocavallo e formaggio. A Maggio, le frittule (fatte con roba di maiale durante l'inverno e conservate nel grasso) accompagnano gli ortaggi della stagione, come per esempio le fave.

AGOSTO. Nel giorno di Ferragosto a Vico, per la festa di Santa Maria Assunta ritroviamo ancora una volta la cuccìa salata che accompagna le milungiane chijne (melanzane ripiene); questi stessi piatti si ritrovano il 16 agosto a Guarno e Grupa per la festa di San Rocco; l'ultima domenica di agosto, in tutto il paese, per la festa di San Leonardo; per la seconda domenica di settembre milungiane chijne e cuccìa accompagnano i riti tradizionali in c.da Santo Stefano per la festa di Santa Maria di Porto Salvo.

DICEMBRE. Per il Natale l'usanza apriglianese è particolarmente rivolta alla preparazione dei dolci tipici, cioè le pitte 'mpigliate, le scalille , i turdilli, le chjinulille , nonché alla preparazione dei cullurielli, fritture salate che ritroviamo anche per l'8 dicembre (festa dell'Immacolata). Piatto apriglianese, presente in ogni ricorrenza, sono le pittulidde i spiazzi, cioè le frittelle di bucce di pomodori… ; le pittulidde o frittelle sono un piatto tipico: fatte con vari ingredienti, conservati durante l'anno attraverso il processo dell'essiccazione e della salatura, sostituivano, per esempio, a Natale, insieme ai cavolfiori indorati, i pesci troppo costosi; e così abbiamo le pittulidde di zucca gialla, o curielle, o stiracchi (la zucca veniva tagliata rotonda, privata dei semi e appesa ad essiccare, poi usata all'uopo) e le pittulidde di pomodori ntinellati (fette di pomodoro conservate sotto sale nei tinielli, vasi di coccio). Altro piatto ricorrente è la lingua e puorcu salata: la lingua del maiale viene prima bollita, poi spellata, tagliata a pezzi, conservata sotto sale negli appositi recipienti di terracotta, "i salituri", e protetta da uno strato di grasso. Per il consumo la lingua va convenientemente dissalata, cotta in salsa di pomodoro, resa piccante dall'immancabile peperoncino, e servita assieme alla pasta fatta in casa come piatto unico, compagno "nu jascu de vinu".



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