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La cassapanca per le provviste alimentari era sempre presente nelle case |
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GENNAIO. Cominciando il nostro calendario dal mese di gennaio, troveremo come festa molto sentita, a livello gastronomico, l'Epifania. In questa occasione, da sempre, si prepara, per sera della vigilia, un cenone con numerose e varie pietanze di verdure fritte e carne. |
FEBBRAIO.Nel mese di Febbraio viene celebrato, su ogni tavola, il Carnevale. Le donne sono impegnate nella preparazione delle grispelle, frittelle di farina zuccherate. Non manca il piatto tipico: la vozza vulluta, cioè la salsiccia bollita, e tante altre pietanze derivate dalla carne di maiale; le lagane, cioè le lasagne, con i ceci.
MARZO. Per il 19 marzo, festa di S. Giuseppe, le donne di Acri non fanno mancare sulle loro tavole i cullurielli fritti con olio di semi, le polpette, i fusilli conditi con sugo di carne di capra e i polli arrostiti. Con la Pasqua ad Acri si può gustare la tradizionale e benaugurale frittata con salsiccia e soppressata e il dolce tipico, la cullura.Tra gli altri dolci ritroviamo le pitte alla frissura, focacce cotte in padella con zucchero e uva passa, i buccunotti e i taralli dolci. Per il pranzo pasquale sono d'obbligo le patate cu i cipuddizze, cioè con le cipolle selvatiche, l'agnello - simbolo del Cristo - e i fusilli conditi col sugo di capra. Il Lunedì di Pasqua da sempre è giorno di gran festa e divertimento: per l'occasione, i paesani usavano ed usano preparare grandi varietà di carni alla griglia, imbandendo tavolate all'aperto.
AGOSTO. Questo stesso rito si ripete a Ferragosto. Piatto tipico del 15 agosto, comunque, è lo spezzatino fatto con trippa di capra o di vitello, tagliata a quadratini (nodini) e cotta con le patate in umido; insieme allo spezzatino, si gusta dell'ottimo formaggio casereccio cotto alla griglia sul pane.
OTTOBRE. Patrono di Acri è il Beato Angelo, celebrato il 30 ottobre. Anche per questa festa ricorre lo spezzatino. Vi è, tra l'altro, anche la preparazione dei cullurielli e dei buccunotti.
DICEMBRE. Molto sentito è il Natale. Nei giorni precedenti la festa vera e propria, le donne sono da sempre occupate alla preparazione delle fritture e dei dolci. Si prepara il pane di natale, u natalisu, i cullurielli salati, le pitte mpigliate e le grispelle zuccherate. Per la cena della Vigilia, il 24, le famiglie gareggiano a chi prepara più pietanze.Sulle tavole non mancano mai il baccalà, in umido e mpanato (cioè condito con pane ammollito nell'acqua o nel latte), la pasta cu ra muddrica, i broccoli cucinati in vari modi, cavoli, cavolfiori… Capodanno è festa grande, con cena a base di carne e pesce; in tempi antichi si preparava solo carne, che veniva semplicemente accompagnata da un contorno di lenticchie.
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