Alla conoscenza della realtà esistente e dei rischi a cui si va incontro, deve accompagnarsi la consapevolezza che è possibile difendersi dai terremoti e convivere con essi, come dimostrano le più avanzate ricerche e tecnologie utilizzate in altre realtà quali, ad esempio, gli Stati Uniti ed il Giappone dove l'attività sismica è superiore a quella calabrese (in California in media ogni 2 anni si verifica un terremoto di intensità pari a quella del disastroso sisma del novembre '80 in Irpinia). In pratica, disponiamo di conoscenze e strumenti per ridurre i rischi entro limiti accettabili. La messa in sicurezza della regione non è un’utopia, ma un obiettivo che si può e si deve perseguire.
Cosa fare dunque per difendersi e convivere anche in Calabria con i terremoti?
Oltre ad immediati ed adeguati finanziamenti per gli interventi di risanamento e di bonifica sismica del patrimonio edilizio esistente ed in particolare delle costruzioni di maggior rilievo e più esposte al rischio di crollo, devono essere redatti i piani comunali di emergenza e per l’allertamento per il rischio idrogeologico ed idraulico nel rispetto delle apposite Direttive regionali e nazionali. Mentre la messa in sicurezza delle costruzioni richiede spese molto rilevanti (in tutta l’Italia servono 4 miliardi, 50 euro a studente per dieci anni) e l’intervento determinante del governo nazionale, la redazioni dei Piani comunali di emergenza hanno costi irrisori e possono essere redatti in tempi brevi.
È indispensabile una capillare azione di sensibilizzazione e di crescita della coscienza sismica di massa utile per attuare una razionale, estesa ed efficace Protezione Civile. E attrezzarsi di innovative strutture software (software, modelli, servizi, ecc.) come supporto collaborativo al lavoro degli operatori civili negli scenari di emergenze/disastri e per studiare le caratteristiche sismo-tettoniche della regione e nei mari circostanti mediante l'istallazione di un'articolata e diffusa rete di monitoraggio (stazioni GPS permanenti,sismografi, accelerometri, inclinometri, etc.).
In proposito è da considerare che gli effetti di un sisma sulle costruzioni possono variare enormemente entro distanze molto brevi, addirittura dell'ordine di alcune decine di metri. Ciò si deve al fatto che l'intensità delle scosse sismiche viene incrementata dalla presenza di condizioni locali sfavorevoli che le conoscenze scientifiche disponibili consentono di valutare a priori. Esistono quindi i mezzi e le conoscenze per individuare, anche a livello comunale, le aree a diverso comportamento sismico (microzonizzazione sismica) e quindi per elaborare mappe del diverso rischio sismico del territorio, che unite alla mappa delle zone soggette ad inondazioni; a quella delle aree in frana o potenzialmente franose; alla carta geopedologica; alla carta delle risorse idriche e a tutte le altre carte tematiche previste dalle apposite Linee Guida, consentono di visualizzare sia il diverso grado di pericolosità delle aree del territorio sia la distribuzione e valorizzazione delle risorse naturali presenti. In proposito non è fuori luogo ricordare la grande disponibilità dei preziosi giacimenti minerari che, come i terremoti, sono connessi alle condizioni geostrutturali ed ai processi geodinamici che caratterizzano il territorio della regione.
La Calabria, oltre ad essere la regione a più alta sismicità, è anche una delle zone d'Italia più ricche di depositi minerari metallici e litoidi. D'altra parte sulla disponibilità ed utilizzazione di giacimenti minerari nella regione, come per gli eventi sismici, non mancano i dati che ne documentano l'attività nel passato remoto e recente della storia calabrese.
Geologo Mario Pileggi del Consiglio nazionale di Amici della Terra |