La necessità di mettere in sicurezza gli edifici più esposti a terremoti
Nella regione a più elevato rischio sismico d’Italia restano da mettere in sicurezza molti edifici pubblici ed in particolare molte delle scuole dei 409 comuni della Calabria.
La necessità degli interventi di messa in sicurezza delle aule a rischio è stato sottolineato anche dal Capo della Protezione Civile Bertolaso che, per il decennale del terremoto di San Giuliano di Puglia , rende noto come “ad oggi solo il 10% delle scuole nei Comuni ad alto ed altissimo rischio sono da considerarsi sicure.”"In Italia ci sono quindicimila scuole dove studiano 8 milioni di bambini e ragazzi che si trovano in zone ad alto e altissimo rischio sismico - sottolinea Bertolaso - La loro messa in sicurezza è una priorità". In Calabria il numero degli edifici considerati a rischio è di circa 1800 dei quali oltre mille ricadenti in comuni classificati nella zona di massima pericolosità.
In proposito va considerato che la più recente normativa antisismica suddivide il territorio nazionale nelle seguenti categorie: Zona 1: E' la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti; comprende, in tutta l’Italia 708 comuni dei quali circa un terzo, esattamente 261 comuni, sono in Calabria. Zona 2: Nei comuni inseriti possono verificarsi terremoti abbastanza forti e comprende complessivamente 2.345 comuni dei quali 148 della Calabria. Zona 3: I 1.560 comuni ricadenti in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti. Zona 4: E' la meno pericolosa con 3.488 comuni dove le possibilità di danni sismici sono basse.
In pratica, i comuni della Calabria ricadono tutti nella prima e seconda zona, e, quindi, nelle due più pericolose.
Ma c’è di più: l’introduzione della nuova normativa, tra l’altro, ha comportato il passaggio nella zona a più elevata pericolosità di 114 comuni, come ad esempio Cosenza e Lamezia Terme, che con la precedente legge del 1984 erano classificati di seconda categoria.
Calabria. Massime intensità microsismiche
Terremoto del 23.10.1907
Area epicentrale Calabria meridionale - Studio CFTI (BOA997)
Per ogni zona sono inoltre previste norme precise e vincoli cui è obbligatorio attenersi per costruire nuovi edifici o ristrutturare quelli già esistenti. Inoltre, la nuova normativa prevede l'obbligo di procedere alla verifica su tutto il territorio degli edifici "strategici", per poi intervenire: in pratica scuole, ospedali, caserme, ponti e importanti vie di collegamento, che devono rispondere alla categoria di appartenenza. La verifica spetta ai proprietari degli edifici; e dunque, in caso di strutture pubbliche come le scuole, agli enti locali. Ai ritardi nella messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati più densamente popolati si aggiungono quelli della inadeguata e,o mancata pianificazione comunale di emergenza e per l’allertamento per il rischio idrogeologico ed idraulico per come disposto dalle Linee guida e dalla Direttive regionali e nazionali della Protezione Civile.
Si comprende la gravità di questi ritardi se si considera che sono proprio i comuni ad avere un ruolo di protagonisti nella mitigazione del rischio sismico. Infatti la pianificazione di emergenza permette ai comuni la definizione degli scenari di danno, l’ organizzazione di un corretto modello di intervento di protezione civile e incisive attività di informazione rivolte ai cittadini per creare una vera e propria sensibilità per i temi legati alla prevenzione e alla mitigazione dei rischi.
La scarsa attenzione dei comuni riguardo ai piani di emergenza in caso di terremoto si rileva anche dal fatto che nessun sindaco calabrese ha vinto o è stato premiato nel Concorso nazionale “Restare in piedi” dedicato ai comuni a rischio sismico d’Italia. Un fatto che la dice lunga sull’impegno e l’opera di pianificazione e prevenzione del rischio sismico degli Enti locali nella regione a più alto rischio d’Italia.