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Speciale Col - Mari di Calabria
Storia delle Marinerie Calabresi
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Marinerie Calabresi. Luntro.
L’attrezzatura mobile al bordo era costituita da un paio di ganci che servivano per issare le prede, una lancia o fiocina adatta per le aguglie imperiali e le prede più piccole, diversi tipi di coltelli di cui uno piccolo e molto tagliente che serviva per tagliare la corda dell’arpione in caso di pericolo e un coltellaccio che veniva usato per prelevare alcune parti del pesce. Indispensabile l’orcio di cotto che conservava l’acqua fresca per l’equipaggio durante le ore di attesa sotto il sole cocente.
Intorno al 1500 nacque la feluca, imbarcazione zavorrata e ormeggiata sulla quale fu installato un lungo albero dall’alto del quale si poneva una vedetta col compito di scrutare il mare per poter avvistare e segnalare il pesce. In pratica le feluche fungevano da barche osservatorio per poter sfruttare le zone di mare dove il pesce abbondava e che non era visibile dalla vedetta da terra. Infatti, esse non disponevano di alcun mezzo di propulsione autonomo, era cioè “disarmata”, perché destinata a stazionare, ormeggiata nella zona di mare ad essa assegnata per sorteggio (posta). Per raggiungere tale zona veniva rimorchiata dagli stessi luntri, mentre quando il vento era favorevole, si utilizzava una piccola vela latina.
Queste barche osservatorio in genere operavano in coppia: una veniva chiamata “filuca i fora” perché ormeggiata a due-trecento metri dalla riva, l’altra, detta “filuca i’nterra” perché stazionava a poche decine di metri dalla riva. Successivamente, le feluche furono utilizzate anche come barche per il trasporto di legname e carbone verso le coste siciliane.
Nel 1952, dopo una lenta evoluzione, il luntro conoscerà un profondo cambiamento che condurrà alla sua scomparsa. La rivoluzione della sua struttura originaria, vedrà l’installazione di una specie di passerella di legno, alla cui estremità prende posto il lanciatore (nella caccia al pesce spada) che consente l’arpionamento dell’animale dall’alto. L’aggiunta della passerella farà perdere il luntro in rapidità, ma il montaggio sull’imbarcazione del motore a diesel, farà abbandonare ai pescatori i remi senza rimpianti.
Tuttavia, la morfologia dell’imbarcazione, dall’ossatura leggera, risulterà inadeguata al peso e alle vibrazioni del motore e così pian piano si cominceranno a costruire imbarcazioni specifiche alle nuove esigenze e non più adattate. Dopo secoli di attività, nel 1963 luntri e feluche verranno abbandonate per lasciare il posto alla passerella, cioè un'unica imbarcazione che è insieme postazione per avvistare e mezzo per inseguire.
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Rapporto sullo Stato di Salute dei mari calabresi , a cura di Mario Pileggi

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