Domani 8 novembre alle ore 21.00, il palcoscenico del Teatro piccolo di piazza Molicelle (Università della Calabria), ospiterà Franco Scaldati con lo spettacolo teatrale Occhi, per la regia di Franco Scaldati e Matteo Bavera.
Dopo il successo riscosso martedì 6 novembre da Vincenzo Pirrotta, che con N'gnanzou' – storie di mare e di pescatori non solo ha inaugurato il Teatro piccolo dell'Università della Calabria ma ha anche dato il via agli spettacoli in programma per Arti Meridiane Lab, l'appuntamento di giovedì è con un attore-regista-scrittore palermitano tra le figure più rilevanti del teatro italiano del secondo '900.
In Occhi i personaggi sono una coppia, Anna e Guglielmo, lo zio cieco Saverio e Sabella, una figura che assiste in silenzio e qualche volta lancia il suo commento, completamente avulso dal contesto della storia. La mancanza di occhi di Saverio, e di parola di Sabella, dà forza alla dimensione visionaria e autoriflessiva del testo, una rappresentazione del mondo interiore di Scaldati che si identifica con il teatro.
Ingresso libero. E' necessaria la prenotazione al 335 1694134 fino a esaurimento posti.
Franco Scaldati, attore, regista, scrittore, è nato e vive a Palermo. Della sua vasta produzione per il teatro, in gran parte inedita, sono stati pubblicati:
Franco Saldati, Il pozzo dei pazzi, Ubulibri, Milano, 1990; Franco Scaldati, I volume della collana Teatro contemporaneo d’autore (a cura di V. Valentini), Rubbettino editore, Soveria Mannelli (CZ); Franco Scaldati, Totò e Vicé a cura di A. Di Salvo e V. Valentini (volume della collana Teatro contemporaneo d’autore); Franco Scaldati, Pupa Regina Opere di fango, La Collanina 28, Ubulibri, Milano 2005 e il volume sul lavoro di Scaldati all’Albergheria, a cura di Roberto Giambrone e di imminente uscita per Ubulibri. Scaldati ha svolto, dagli anni Settanta, un’attività degna di rilievo, ha aperto teatri indipendenti (Teatro & C., Re di Coppe, Il Piccolo Teatro). Ha ospitato compagnie di punta nella ricerca (Cecchi, Corsetti, Martone, Leo), ha animato la vita teatrale di Palermo in anni in cui le istituzioni non erano così illuminate come oggi. Ha rappresentato per molti giovani che poi si sono dedicati al teatro, alla letteratura, all’arte un percorso artistico esemplare. |