Illustrissime SS. VV,
Mi chiamo Andrea CANTELMI, sono uno delle migliaia di rappresentanti, sparsi in tutta Italia, dell’Associazione Federico Aldrovandi.
Federico è morto durante un violentissimo e misterioso controllo di Polizia la mattina del 25 settembre 2005 a Ferrara.
In questi giorni ci ha addolorato, ulteriormente, la notizia dell’assassinio dell’Ispettore Raciti a Catania: un civile morto per mano di Agenti della Polizia di Stato ieri, un Agente della Polizia di Stato morto per mano di civili oggi…
Illustrissime SS.VV, il Popolo del Blog che si è stretto in questi mesi attorno alla famiglia Aldrovandi ha sinceramente espresso il suo dolore ed il suo sdegno per l’omicidio di Filippo: ancora sangue, ancora violenza. Basta.
Siamo compiaciuti del fatto che, quando lo Stato vuole, può esercitare il suo potere per il rispetto della vita e della dignità dell’Uomo.
Con amarezza, però, SS.VV., dobbiamo rimarcare l’estrema differenza di trattamento nelle indagini per i due omicidi: quelle attuale sotto gli occhi di tutti. Ma per l’omicidio di Federico abbiamo una Procura che non ha eseguito l’ispezione del cadavere, e una Questura (nelle persone del Questore Elio Graziano e del Capo della Squadra Mobile di Ferrara Pietro Scroccarello) che per mesi e mesi si sono affaticati a convincere famigliari ed opinione pubblica che Federico sarebbe morto prima per autolesioni, poi per droga…
Oggi, dopo mesi faticosissimi le indagini, prima non fatte, poi fatte sugli avventori del Blog, hanno finalmente portato all’imminente rinvio a giudizio per omicidio colposo dei quattro agenti intervenuti quella sciagurata mattina. Le dure motivazioni fanno di per sé a cazzotti col rinvio a giudizio per omicidio colposo.
Illustrissime SS. VV , non ci possono essere omicidi di serie A e omicidi di serie D: guai a quello Stato ai cui Servitori che sbagliano viene concessa e financo soltanto ricercata l’impunità.
Vi preghiamo dal profondo dei nostri cuori di ascoltare il grido di dolore che si alza da ogni parte d’Italia: Verità Giustizia per Federico Aldrovandi e per Filippo Raciti.
Con osservanza, Andrea CANTELMI |