lunedì 12 novembre ore 21.00
Teatro piccolo, Università della Calabria, Campus di Arcavacata
martedì 13 novembre ore 21.00
Teatro Masciari, Catanzaro
Bongiorno e buonasera
conferenza/concerto di e con Giovanna Marini
Il concerto, tenuto in recital, è un racconto ininterrotto che ci porta attraverso la più recente storia italiana vista con l’occhio del contastorie e cantato con il modo contadino della simbiosi tra voce narrante e chitarra. Il genere musicale che usa è il rap, dalla Marini trasferito in Italia nel 1967 dopo un soggiorno negli Stati Uniti. Il suo rap è una forma antesignana di quello che poi venne ascoltato in Italia e praticato dai giovani cantanti popolari, che proviene dal talking blues usato dai cantori americani neri per raccontare il dolore della loro esistenza. Nel concerto utilizza altre forme musicali, fra il classico e il popolare, ad esempio il Lied.
E' necessaria la prenotazione:
tel. 335 1694134 (per il teatro Piccolo dell'Unical)
ufficiocongressi@unicz.it (per gli spettacoli che si terranno a Catanzaro)
Nata a Roma in una famiglia di musicisti, Giovanna Marini si diploma in chitarra classica al Conservatorio di Santa Cecilia nel 1959 e si perfeziona con Andres Segovia. Di seguito suona per qualche anno il liuto con il “Concentus Antiqui” del Maestro Quaranta.
All’ inizio degli anni Sessanta incontra un gruppo di intellettuali fra cui Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino, Roberto Leydi, Gianni Bosio e Diego Carpitella e scopre il canto sociale e la storia orale cantata. Nel 1964 il “Bella Ciao”, spettacolo di canto politico e sociale, dato a Spoleto con grande scandalo per un pubblico molto chic e poco abituato, le dà la possibilità di cantare e raccogliere canti popolari in giro per l’Italia, nelle situazioni sempre incandescenti degli anni Sessanta.
Partecipa allora alla storia del “Nuovo Canzoniere Italiano” cantando con i gruppi formati per l’occasione da cantautori politici come Ivan Della Mea, Gualtiero Bertelli, Paolo Pietrangeli, ma anche cantanti contadini come Giovanna Daffini (ne impara l’emissione vocale e il repertorio), il Gruppo di Piadena, i Pastori di Orgosolo con il poeta Peppino Marotto (da cui impara l’arte del racconto, dell’improvvisazione) e da tanti altri cantori e cantastorie a cui deve sempre molto. Con l’Istituto Ernesto De Martino, Giovanna Marini porta avanti la raccolta di canti di tradizione orale e il loro studio e trascrizione, inventando a questo scopo un sistema di notazione musicale. Questo suo lavoro di trascizione e poi d’arrangiamento le permetterà in seguito di trasportare la memoria cantata sul palcoscenico.
Continuando la ricerca musicale e il suo impegno negli spettacoli e iniziative del “Nuovo Canzoniere” come per il “Ci ragiono e canto” di cui Dario Fo cura la regia, cresce il suo gusto del teatro, dell’affabulazione teatrale, dello stare in scena. Nel 1965 incomincia a comporre lunghe ballate che raccontano la sua esperienza e che interpreta sola in scena accompagnandosi con la chitarra non avendo la possibilità di usare altre voci ed altri strumenti: da “Vi parlo dell’America” nel 1965 all’ “Eroe” nel 1974.
Nel 1974, con un gruppo di musicisti anch’essi provenienti da percorsi non tradizionali, fonda la Scuola Popolare di Testaccio a Roma. Trova finalmente musicisti con cui suonare: Giancarlo Schiaffini, Michele Iannaccone ed Eugenio Colombo, per i quali scrive – oltre che per cinque voci – “La grande madre impazzita” nel 1979. Da quel momento affronta la scrittura per strumenti e voci: “Il regalo dell’imperatore” nel 1983, opera per banda, coro, solisti e percussioni; il “Requiem” nel 1985 per due cori, contrabbassi, ottoni, fagotto, due archi solisti e voci liriche e l’oratorio “La déclaration des Droits de l’Homme” per il bicentenario della rivoluzione francese nel 1989.
Parallelamente al suo sviluppo di compositore, Giovanna Marini ha sempre continuato l’insegnamento dell’etnomusicologia applicata al canto di tradizione orale italiano presso la SPMT e dal 1991 al 2000 anche presso l’Università di Paris VIII – Saint Denis, oltre che in numerosi seminari in Italia e all’estero.
Con i suoi allievi di Roma e Parigi ha fatto fino ad oggi una decina di viaggi di studio per ascoltare e registrare i canti di tradizione orale ancora presenti in Italia nelle feste religiose o profane.
Nel 1976 che crea il Quartetto Vocale per il quale compone da allora le “Cantate” e con il quale si esibisce in concerti e tournées in Italia e all’estero: dalla Cantata “Correvano coi carri” alle recenti “Sibemolle” o “La Cantata del secolo Breve” presentata al Théâtre de Vidy nel 2001.
I concerti del Quartetto Vocale sono il compimento di tutte le esperienze musicali di Giovanna Marini: ricerca sui canti di tradizione orale, insegnamento, composizione strumentale e vocale, scrittura individuale e colettiva.
La sua intensa attività musicale l’ha portata d’altro canto a comporre anche per il cinema: per registi come Loy, Maselli, Pietrangeli o Gianikian; per il teatro fra cui numerose tragedie greche: dalle “Troiane” di Thierry Salmon nel 1988, musiche premiate dal UBU, alle “Coefore” di Elio De Capitani o alle “Antigone”: la prima per il regista tedesco Hans-Günter Heyme nel 1995 e la seconda per il francese Patrice Kerbrat nel 2000; e ugualmente per la danza contemporanea, come “Animarrovescio” della coreografa Adriana Borriello. Inoltre compone numerosi oratori, poemi sinfonici e opere fra cui: “Pour Pier Paolo” dodici liriche dalla “Meglio Gioventù” di Pasolini musicate per cinque strumenti e cinque voci (Festival d’Automne di Parigi nel 1985), “Concerto per Leopardi” per il bicentenario della nascita di Leopardi nel 1996 e “La Bague Magique” per la regia di Jean-Claude Berutti (all’Opera di Nancy e al Théâtre du Peuple di Bussang nel 1999).
Dal 2000 al 2004 ha inciso un disco con Francesco De Gregori "Il fischio del vapore" che ha avuto molto successo, poi un altro disco sempre con produzione di De Gregori "Bongiorno e bonasera" portato in tournée con il gruppo jazz Animali marini, e un terzo disco Passioni sempre pdi produzione di De Gregori, con il lavoro che svolge con il suo Quartetto Vocale "Passioni".
Ha scritto musica per due film di Giannikian, ha partecipato allo spettacolo “Urlo” di Pippo Delbono.
Termina ora due importanti composizioni, la prima delle quali "La ballata del carcere di Reading" di Oscar Wilde è stata già rappresentata a Asti, in Asti-teatro, con Umberto Orsini e Giovanna Marini.
La seconda composizione dell'estate 2005 è "Le ceneri di Gramsci" testo di Pasolini che la Marini mette in musica per coro e voci soliste. Sarà rappresentato a Parma il 2 novembre dello stesso anno con regia di Giuseppe Bertolucci.
Ignazio Macchiarella. Ha cominciato ad interessarsi dello studio della musica di tradizione orale a partire dal 1980, svolgendo ricerche sul campo in varie regioni italiane (Sicilia, Sardegna, Calabria, Trentino-Alto Adige, Basilicata, Friuli, Puglia e Campania) in Corsica, in Tunisia e presso comunità di immigrati maghrebini in Italia, autonomamente o in collaborazione con istituzioni ed enti pubblici e privati, italiani e esteri. Ha svolto la propria attività scientifica presso l'Istituto di Storia della Musica dell'Università degli Studi di Palermo, il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Università degli Studi di Bologna e il Dipartimento di Scienze Filologiche e Storiche dell'Università di Trento. Attualmente fa parte del Dipartimento di Studi Storici, Geografici e Artistici dell'Università di Cagliari. Si è occupato soprattutto dello studio della musica vocale di tradizione orale, con particolare attenzione per la polifonia e per le forme monodiche. Fra i temi trattati nelle sue pubblicazioni vi sono: i rapporti fra oralità e scrittura in musica; l'analisi musicologica applicata allo studio dei formalizzati della tradizione orale (in particolare con il ricorso a modelli derivati dalla linguistica); i rapporti fra musica e religione/ musica e rito; gli scambi fra le culture musicali del Mediterraneo; la questione continuità/innovazione negli scenari attuali delle musiche di tradizione orale; il rapporto “musica/identità”. Ha insegnato E tnomusicologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Cagliari; presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento; presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, corso di laurea in “Musica e Spettacolo”. Ha tenuto numerosi corsi e seminari specialistici di Etnomusicologia presso il corso di Laurea in Discipline Arti Musica e Spettacolo (D.A.M.S.) di Bologna, la Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo e presso l'Université de Corse-Pascal Paoli (Corsica). E' stato relatore di numerose tesi di laurea in Etnomusicologia discusse presso il D.A.M.S. di Bologna, la Facoltà di Lettere e Filosofia di Trento e la Scuola di Musicologia di Cremona. Dall'A.A. 1991/92 al 2000/01 ha insegnato “Storia ed Estetica della Musica” come supplente in vari Conservatori di Musica italiani (Bolzano, Vibo Valentia, Napoli, Matera). Inoltre ha insegnato Etnomusicologia in Corsi Sperimentale istituiti presso il conservatorio “G.B. Martini” di Bologna e “G.P. Palestrina” di Cagliari. Nel 1999 è stato membro di una jury de soutenance de thèse per l'attribuzione di un dottorato di ricerca in E thnomusicologie presso l'Universite de Paris X - Nanterre.Nel 2004 è stato Presidente di una Jury de la Sountenance de thèse de doctorat de l'université “Michel de Montaigne” – Bordeaux 3.