Il comune di Squillace, sindaco l’on. prof. Guido Rhodio, ospita la Conferenza regionale dei comuni di eccellenza monumentale.
“Programmi e strategie per il risanamento e restauro delle opere architettoniche, artistiche e storiche: Opportunità offerte dalla programmazione dei fondi europei”.
Squillace - Istituto Cassiodoro, Piazza Vescovado 14 gennaio 2008, ore 10,00.
I lavori della conferenza saranno seguiti dalla stampa e dalle televisioni locali e regionali.
Tredici comuni di eccellenza monumentale:
Altomonte, Bova, Gerace, Morano Calabro, Santa Severina, Serra San Bruno, Stilo, Squillace, Strongoli, Taverna, Tiriolo, Tropea, Paola.
Nell’ambito della conferenza sara’ presentato il Progetto di fattibilità per la realizzazione di un “Osservatorio” per il Restauro Sostenibile dell’Ambiente: “Innovazione Tecnologica, Ricerca, Manutenzione del Territorio, Mitigazione del Rischio e Gestione dell’Emergenza in Ambito Urbano” a cura del prof. Francesco Suraci, (responsabile scientifico dell’E.F.E.P.I.R. Calabria - Centro di Eccellenza per l’Innovazione Formativa- Trasferimento innovazione tecnologie nella filiera dell’edilizia).
Il progetto esprime la capacità e la volontà di un insieme integrato di soggetti-impresa, di sviluppare una progettualità strategica comune nel settore produttivo del recupero tecnologico, restauro e conservazione, progettazione dei centri storici e del paesaggio nell’area del mediterraneo, dovendo riconoscere la rilevanza strategica determinante per le prospettive di sviluppo delle aree medesime.
In questa prospettiva il “Distretto-Osservatorio” tramite il proprio “Patto per lo sviluppo”, diviene infrastruttura operativa della politica culturale, ovvero un sistema che gestisce i collegamenti nei flussi fisici, economici ed informativi di una pluralità di imprese ed istituzioni.
Il Distretto porterà ad una interrelazione tra gli operatori del settore, attualmente fortemente frammentati, i quali metteranno a disposizione la loro esperienza specifica e le loro capacità per una politica integrata rivolta alla salvaguardia dei beni culturali del proprio territorio:
dalle ricerche storico-scientifiche, alle analisi sullo stato di conservazione dei beni in rapporto alle caratteristiche territoriali ed alla possibilità del realizzarsi di eventi calamitosi ricorrenti o sopravvenibili, allo sviluppo di tecniche d’intervento innovative, alla produzione di materiali eco-compatibili, alla realizzazione di operazioni di salvaguardia, alla progettazione di interventi, per garantire la costante fruizione dei beni culturali di questo territorio, alla creazione di una banca dati relativa alle varie problematiche del restauro, della gestione e della valorizzazione dei beni culturali ed anche a progetti di valorizzazione integrata dei beni e del territorio nonche’ la formazione e il trasferimento tecnologico alle imprese a vari livelli.
In tale senso, lo sviluppo del Distretto permetterà un miglior utilizzo delle risorse imprenditoriali e scientifiche presenti nel settore dei beni culturali. Questo grande patrimonio artistico ed architettonico potrà favorire la crescita della ricerca scientifica e storica nell’ambito delle istituzioni accademiche e formative regionali, contribuendo a renderle centri di eccellenza in questo settore.
L’immenso patrimonio culturale del territorio necessita di interventi costanti per il mantenimento del suo stato conservativo ottimale sia a livello storico, tipologico e morfologico che di fruizione da parte del pubblico.
La cultura del restauro e delle altre attività connesse con i beni culturali pertanto si propone in questo territorio come una dimensione economica e sociale pervasiva, più che come un settore ben delimitato di attività.
Il settore della cultura si connota quindi come reale fonte di valore per il territorio, sia in termini turistico-culturali sia per le ricadute sul sistema economico locale, e quindi come leva per lo sviluppo dell’intera area.
Tuttavia, questa straordinaria ricchezza di tesori architettonici, artistici e naturalistici, di istituzioni e di realtà produttive opera ancora in maniera molto frammentata ed occasionale e quindi non può esprimere al meglio tutta la sua potenzialità.
Le istituzioni svolgono spesso la loro attività in maniera avulsa dal contesto locale e dalle esigenze del territorio forse per la mancanza di una conoscenza oggettiva ed onnicomprensiva delle problematiche del comparto, mentre le attività produttive, spesso di piccole dimensioni o di natura ancora artigianale (cosa d’altronde naturale vista la particolarità del comparto), scontano la mancanza di una rete strutturata di esternalità.
I flussi informativi e fisici con gli attori a monte e a valle rimangono sporadici.
Occorre quindi programmare un sistema che metta in relazione le diverse professionalità presenti nel settore, verifichi le esigenze del settore nel territorio, verifichi le potenzialità economiche e permetta la progettazione di piani-programma integrati d’interventi di restauro, conservazione e promozione dei beni culturali fatti propri dalla regione con la partecipazione di tutti gli attori interessati: istituzioni, fondazioni, musei, associazioni, enti turistici ed imprese e promozione del patrimonio culturale.
Il Distretto mira alla costruzione di una struttura di servizio che metta in relazione le varie problematiche espresse dal settore, ne valuti le problematiche e le possibilità risolutive attraverso una interazione programmata dei diversi attori ed una condivisione delle diverse conoscenze, professionalità e bisogni.
Esso mira in particolare:
- Ad una conoscenza puntuale delle problematiche territoriali per quanto concerne i beni architettonici, culturali e naturalistici;
- Ad una razionalizzazione degli aspetti programmatici sia a livello progettuale che economico del settore;
- Alla definizione di uno standard comunicativo unico che permetta un trasferimento ed una condivisione delle conoscenze;
- All’integrazione dei sistemi operativi-informativi;
- All’ottenimento di economie di scala.
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