Pareti nude e che passano nell’incerto.
Silenzio... tuttavia intorno, tanti rumori.
Rumori che non aiutano a migliorare
il continuo divenire del tempo
segnato dall’indifferenza
di spoglie pareti, di finestre cigolanti
del tetto senza stelle e senza conforto.
Questa si che è vita contemplativa
fatta dal solito vociare, senza finalità
nè tragitto.
E l’essere fragile che vivo tra le quattro mura
di una stanza fredda e ostile già quase vinta dinanzi all’immobilità
nella quale seguire il proprio pensiero e il dolore.
No!...non esiste nessun barlume di modifica.
Il panorama resta oppresso
da pensieri insignificanti, dalla mia inoperosità.
Pensieri, mani che brancolano nello spazio sordo,
nell’oscuro paese delle essenzialità profonde...
tanto vicino, ma molto lontano!...
Vicino, perchè ad ogni momento
si traduce in incomprensione.
E l’essere fragile sta giocando
dentro questo labirinto…
Alle abitudini tanto misteriose, alle abitudini tanto solitarie
alle abitudini piene d’allegria, all’abitudine pervasa dalla pace
ai suoi effluvi doloranti
che camminano con il perfezionamento.
Aninha Caligiuri 09/01/2007
Tradotto in italiano per il Professor Raffaele Serafino Caligiuri.
Cotronei- Itália |