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Sicurezza sul Lavoro nei Cantieri Edili. Appalti e Tutela della Legalita’ in Calabria

Il lavoro e la sicurezza nei cantieri sono una priorità assoluta.

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Sicurezza sul Lavoro nei Cantieri Edili. Appalti e Tutela della Legalita’ in Calabria
Il lavoro e la sicurezza nei cantieri sono una priorità assoluta.
A fronte di dati drammatici, che indicano come l’Italia sia il Paese europeo in cui si muore di più sul lavoro la realizzazione di un sistema di governance sulla tutela e sicurezza del lavoro non può prescindere dal coinvolgimento e dalla collaborazione di tutta la comunità civile e non solo degli addetti ai lavori. La sicurezza dei cittadini e dei territori, il contrasto alla cultura mafiosa,l’impegno per una “legalità a tutto campo” sempre e ovunque non sono solo imprescindibili obiettivi politici per qualsiasi amministrazione centrale o territoriale, ma sono anche prerequisiti per quella “sicurezza dello sviluppo” che è fattore chiave per la crescita del paese e per la qualità della vita dei suoi cittadini.
La Pubblica Amministrazione gioca un ruolo chiave nel garantire il diritto alla sicurezza sia per la costruzione delle politiche, sia per il suo stesso agire. Non è un caso che il Programma Operativo Nazionale (PON) sulla Sicurezza veda “L’efficienza della PA come strumento di contrasto alla cultura mafiosa” proprio perché tale efficienza consente di “diffondere migliori condizioni di legalità e giustizia”. Il PON continua affermando che le organizzazioni criminali traggono vantaggio dall’incapacità della PA di dare risposte concrete ed immediate ai cittadini, dalla scarsa trasparenza, dall’irresponsabilità, ma anche dall’assenteismo in quanto sintomo di quella che viene giustamente indicata come “legalità debole”.
Per politiche complesse come quelle per la sicurezza le amministrazioni non possono che lavorare facendo sistema tra di loro e con le forze economiche, sociali e civili del Paese. Il concetto di “sicurezza partecipata” mette proprio in luce questa necessaria alleanza che, forte del dettato costituzionale sulla sussidiarietà orizzontale e verticale, non può procedere che attraverso strategie integrate e concertate tra tutti gli attori (Stato, Regioni, Enti Locali, rappresentanti delle imprese, dei sindacati, del terzo settore, delle associazioni del volontariato). Una moderna ed efficace politica per la sicurezza è quindi sempre più partecipata ed integrata e vede nella prevenzione generale il suo obiettivo primario. La sicurezza è quindi, anche in questo senso, il risultato di sforzi congiunti di soggetti diversi , né può essere demandata alla sola magistratura o alle sole forze dell’ordine.
Questo approccio alla sicurezza, basato sulla cultura della legalità, è fortemente innovativo e presuppone amministrazioni in grado di essere anch’esse innovative. L’innovazione dovrà essere pervasiva e comprendere processi, modelli culturali e organizzativi, strumenti operativi, mezzi tecnologici.
Troppi morti, troppi infortuni, troppe malattie a causa del lavoro in fabbrica e nei cantieri. Gli infortuni sul lavoro costituiscono un problema gravissimo, e umano la cui soluzione rappresenta una priorità per le istituzioni e per il Paese nel suo complesso. Dopo l’indignazione che si è levata in seguito alle atroci morti alla Thyssen Krupp continuiamo ad assistere a una fredda giornaliera contabilità dei lavoratori morti o gravemente feriti sul lavoro come se si trattasse di un fenomeno ineluttabile, che non è possibile arginare. Non si tiene in debito conto che le mafie storiche, costituendo proprie imprese o partecipando a consorzi di imprese, sono penetrate nel circuito imprenditoriale, alterando a proprio vantaggio con la forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo criminale, le regole della libera concorrenza. Utilizzando il metodo mafioso, si sono appropriate delle cospicue risorse derivanti dai pubblici finanziamenti, penetrando nell’edilizia pubblica e privata, nei settori della produzione e vendita di conglomerati cementizi e bituminosi, nella gestione di cave e nel settore dello smaltimento dei rifiuti.
Possono fare ricorso al lavoro nero o a quello sottopagato e non hanno conflittualità interna, non dovendo fare i conti con scioperi o proteste dei dipendenti circa le loro condizioni di lavoro. L’organizzazione autoritaria del lavoro tipica della impresa mafiosa espone i lavoratori a una elevata insicurezza ed irregolarità della prestazione lavorativa. Inoltre, per quanto riguarda il lavoro nero, si saldano le infiltrazioni mafiose nelle imprese con il fenomeno della tratta degli esseri umani. Gli infortuni costituiscono anche un aspetto delle condizioni di vita dei lavoratori extracomunitari sprovvisti di permesso di soggiorno. Si tratta di un fenomeno gravissimo che si svolge con modalità che avvicinano la condizione del lavoratore a quella di una moderna forma di schiavitù. Le condizioni di sicurezza e di salute dei lavoratori si decidono pertanto prima dell’esecuzione dei lavori. L’origine degli infortuni non è da ricercare nella fatalità ma trova la causa principale nella situazione di illegalità diffusa nei cantieri con parallela violazione delle norme sulla sicurezza e igiene del lavoro.
L’illegalità non consiste solamente nella diffusa pratica del lavoro nero, ma anche nel far fare ai lavoratori attività per cui non hanno ricevuto adeguato addestramento. Lo dimostra il fatto che, mentre i dati relativi ai controlli effettuati nei cantieri dei Servizi ASL parlano di un maggior numero di accessi e di un aumento delle sanzioni pecuniarie irrogate per le irregolarità riscontrate, il numero dei morti non diminuisca in maniera significativa. Non basta più allora incrementare i controlli ma è necessario che preventivamente vi sia, a cominciare dagli appalti pubblici, una maggiore attenzione da parte del committente nel momento in cui vengono scelte le imprese esecutrici. Su questi aspetti può influire anche un impegno rafforzato sul piano dei controlli della legalità amministrativa ed assicurativa delle condizioni del lavoro svolti da parte degli altri Enti come l’INPS, l’INAIL e delle Direzioni Provinciali del Lavoro, le nuove regole per gli appalti a tutela della sicurezza e del lavoro.
I piani di sicurezza nei cantieri dovranno essere sottoposti a verifica obbligatoria, prima di ogni gara, da parte di strutture tecniche accreditate. Inutile proclamare l’impegno per contrastare il lavoro nero e gli infortuni sul lavoro, quando vengono decimati gli organi ispettivi. E’ chiaro che qui c’è un problema gravissimo che deve essere tempestivamente affrontato da subito perché il risultato effettivo della situazione indicata costituisce grave menomazione del diritto costituzionale dei lavoratori ad un lavoro salubre, sicuro e regolare, e un beneficio indubbio per chi utilizza lavoro nero e opera senza rispettare le norme di sicurezza e igiene del lavoro e di regolarità contributiva e retributiva.
Regole chiare, procedure trasparenti e uniformi, efficienza, efficacia,qualità
Per combattere il lavoro nero, le infiltrazioni mafiose e le morti bianche serve la conoscenza dei cantieri sul territorio, delle imprese, dei subappalti e dei lavoratori; maggior coordinamento ispettivo e più concertazione istituzionale. Un tentativo serio di lanciare alcune proposte per un più compiuto sistema di prevenzione e per una maggiore sicurezza nei cantieri della nostra regione: questo lo scopo del convegno “Sicurezza sul lavoro nei cantieri edili. Appalti e Tutela della Legalita’”.

Parlare di edilizia significa affacciarsi su una vera giungla.

Esiste infatti una grande varietà di tipologie di cantieri: pubblici, privati, di dimensioni grandi, medie o piccole, civili, stradali; oltre a quelli dedicati alle ristrutturazioni, alle grandi opere e alle manutenzioni. Il tutto all’interno di un sistema estremamente complesso dove è arduo districarsi tra appalti, subappalti o forniture con posa in opera; dove è all’ordine del giorno il lavoro irregolare, che sia esso nero, grigio o sommerso; dove al personale in organico si mescolano squadre di cottimisti, spesso in trasferta da altre regioni. Una cospicua parte del lavoro edile è governata dai caporali molti dei quali al servizio della malavita organizzata. Se vogliamo battere il nomadismo delle imprese mafiose soprattutto nel sistema del subappalto, delle forniture e delle intermediazioni di manodopera dobbiamo fare sistema. Se non facciamo così arriveremo sempre dopo di loro e il danno sarà incalcolabile. Servono iniziative forti, campagne di informazione maggiori, politiche sulla formazione che riguardano i lavoratori ma anche gli imprenditori, specialmente nel comparto delle piccole imprese, dove il tema della sicurezza è molto spesso ignorato e sottovalutato e serve anche una politica scolastica che prevede la materia inerente la sicurezza nelle scuole di ogni ordine e grado. Credo che faremo bene a non ragionare solo in termini di statistiche e a non sostenere che ciò che facciamo per la sicurezza e la legalità negli appalti è abbastanza sapendo che altri fanno molto meno di noi. L’indignazione per le tragedie sul lavoro, se è davvero tale, deve trasformarsi in un’azione quotidiana, individuale e collettiva.
Se vogliamo dare un contributo non rituale, bisogna rilanciare un’iniziativa straordinaria sulla sicurezza, nella quale ognuno di noi deve avere un ruolo, una responsabilità ed un obiettivo. La tutela della salute ci impone una vera e propria rivoluzione morale, di riscrivere la scala dei valori e delle priorità. Io penso che sulla sicurezza disponiamo di una copiosa produzione legislativa e programmatica, nazionale e regionale. La contraddizione più forte è che gran parte di quelle norme e di quei programmi non si applicano. Quando si parla di sicurezza del lavoro, è inevitabile parlare anche di appalti. Non a caso la questione appalti rappresenta una parte importante per la qualità del lavoro, che deve essere per tutte le amministrazioni locali un punto nodale nell’organizzare e gestire le procedure di appalto. [continua...]

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di Francesco Suraci

 

 


















































































































































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