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Speciale Col - Gli Articoli dei COLlaboratori

Cara Franca Rame aiuti noi ragazzi di Cleto Ecco il nostro sogno
L’appello a sostegno di un’idea di turismo sostenibile

 

«Riduciamo gli sprechi dello stato italiano, facciamo funzionare la burocrazia e puniamo veramente tutti i reati finanziari, le truffe la corruzione l’evasione fiscale e il falso in bilancio».
Gentile senatrice – non sappiamo ancora per quanto...– Franca Rame, siamo rimasti veramente impressionati dalla frase che campeggia sull’home page del Suo sito: a tal proposito Le vorremo sottoporre la nostra storia, premettendo che siamo due giovani e Le stiamo scrivendo da un piccolo comune di nome Cleto, nella provincia di Cosenza.
Da qualche tempo stiamo valutando la possibilità di impegnarci nell’ambito del turismo sostenibile, creando il cosiddetto albergo diffuso. Per albergo diffuso intendiamo il recupero di vecchi edifici rurali abbandonati a se stessi ubicati nel nostro centro storico e trasformarli in alberghi
“alternativi”, ridando così vita a un paese dal destino ormai segnato. Creare attività nel nostro piccolo centro significherebbe ridare dignità ad un paese dalle grandi potenzialità mai sfruttate.
Nelle varie leggi di finanziamento consultate, abbiamo trovato enormi difficoltà nel garantire il capitale non finanziabile e non mutuabile in quanto sembra (a nostro avviso ) che gli aiuti comunitari, nazionali o regionali siano forse fatti implicitamente per persone che hanno già dei capitali da investire e non per ragazzi della nostra età che hanno buone idee e che guardano le cose con gli occhi dell’intelligenza. Con questo non vogliamo insinuare nulla, però un dubbio ci tormenta: chi fa le leggi conosce veramente la realtà italiana e soprattutto la realtà delle regioni
del sud Italia? Anni di politiche errate hanno dato spazio a centri siderurgici, zone industriali, insediamenti produttivi (il più delle volte mal gestiti o mai aperti, che solo col passare del tempo si è realmente capito a cosa sono realmente serviti...) ma molti giovani sono stati costretti a lasciare la Calabria per trovare lavoro al nord.
Basta leggere un qualsiasi quotidiano locale per trovare sempre la stessa notizia: «Truffa alla legge 488»; e questo va ormai avanti da anni. In Calabria con i contributi della 488 in molti fanno altro... Allora è un cane che si morde la coda: chi non ha soldi ha solo la possibilità di sognare e leggere il giornale? Quale soluzione ci suggerisce? Di associarci con gli usurai o la malavita organizzata? Le leggi per lo «sviluppo del meridione» devono essere finalizzate a quello e non a fruire di finanziamenti a fondo perduto per poi non creare occupazione e sviluppo.
La nostra idea è molto innovativa: pensiamo di far conciliare il territorio con uno sviluppo eco-compatibile e pensiamo di occupare ragazzi, extracomunitari compresi, anziani, categorie protette, senza il fatidico scambio di voti o di favoritismi, pensiamo di creare un mondo migliore
dove i nostri figli avranno la possibilità di studiare e istruirsi oppure lavorare. Cosa hanno in più i ragazzi del nord, che questa scelta hanno
potuto farla a priori? Non a caso le regioni del sud hanno un tasso altissimo di laureati e diplomati, non perché siano più intelligenti o portati per lo studio, ma perché è l’unica alternativa alla disoccupazione.
Ci scusiamo per il tempo che Le stiamo rubando, ma siamo convinti che Lei possa darci realmente una mano, in quanto il suo rappresentare le istituzioni in maniera così leale, potrebbe farLa diventare la portavoce di quelli che come noi, troppo spesso, vengono esclusi perché hanno “piccoli portafogli” e grandi idee.
La questione che vogliamo sottoporLe è quella di far cambiare soprattutto un certo modo di concepire gli aiuti e il sostegno ai giovani potenziali
imprenditori, magari attraverso la proposta di una nuova legge che potrebbe andare a favore di chi cerca un riscatto non solo economico, ma soprattutto di ideali: dove i cosiddetti fannulloni del sud possano cambiare una regione che non vuole essere ricordata come la più povera d'Europa
o la regione in cui quando si vota (massima espressione della libertà e democrazia) bisogna stare attenti a non esporsi o a non portare i propri figli perché il seggio è un luogo pericoloso...
Per anni il nostro territorio è stato devastato da orribili brutture che hanno fatto perdere la sua naturale vocazione turistica. Grazie a tutto i figli della classe meno abbiente a cui nulla è stato regalato e a cui né padri né nonni hanno lasciato rendite, si ritrovano ancora una volta di fronte a un muro difficilmente superabile, fatto di burocrazia e capitali che implicitamente li pone allo stesso piano di quei “prenditori” che per anni hanno ricevuto finanziamenti senza risanare nulla... a parte il loro conto in banca.
Da quando ci siamo impegnati in questo progetto sono stati tanti gli attestati di stima e tanti gli inviti a fare da parte di chi come noi cerca il riscatto, di chi è convinto che si può riuscire anche senza essere figli di… Gentile onorevole, questo nostro sfogo, scritto di pugno e con il cuore in mano, è stato protagonista di 3 trasmissioni radiofoniche e di numerosi siti internet (Lettere a Radio24, Una poltrona per due e La radio ne parla) che avevano ad oggetto la questione meridionale in genere ed il sostegno all’imprenditoria delle aree “depresse”.
In particolare il nostro caso avrebbe sostituito la voce “Mezzogiorno” nel dodecalogo di Romano Prodi: accadde in diretta nazionale su Radio24,
qualche mese fa, col premier ospite di Giancarlo Santalmassi, direttore del network confindustriale.
Prodi fu concorde nel dichiarare con estrema durezza che burocrazia e criminalità ostacolano il sud e le sue risorse umane. Invece durante la trasmissione di Radio1 “La radio ne parla” ci è stato confermato per l'ennesima volta che al momento né la legge 488/92 né la 267 possono aiutarci in quanto, come detto, non avendo a disposizione grandi capitali iniziali a garanzia degli eventuali finanziamenti statali, non abbiamo potuto garantire la nostra solvibilità.
Ma come possono due ragazzi di neanche 30 anni , figli di operai, avere ingenti capitali o beni immobili a garanzia del finanziamento? La nostra idea è di proporre in Parlamento una legge che possa istituire un Fondo di garanzia a favore dei giovani come noi, che attraverso un iter di verifiche periodiche possa mettere lo Stato in posizione di sicurezza da ogni eventuale truffa.
Ed è proprio per questo che sentiamo il bisogno di rivolgerci a Lei non solo come politico ma quale esponente della società civile, che si è sempre
battuta a favore di problemi sociali e verso una maggiore diffusione del concetto di legalità: ammirevole la Sua propostadi rendere disponibili
i beni sequestrati alla mafia per iniziative socialmente utili e quella secondo cui tutti i funzionari pubblici condannati vengano licenziati. Tutte
cose che in Calabria, purtroppo, abbiamo ben presenti...

Franco Roppo Valente
Mario Runco

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