"La Domenica a mezzo dì partio da Rogliano, et se ne venne verso Cosenza, condotto da alquanti gentilhomini della Città, che a tal effetto fin là foro mandati. Et se ne vennero per la via de dietro il Castello dove forono tirati multi tiri d'artegliaria. Et finalmente passato il fiume di Bosento gionsero alla pianura dinanzi l'Annontiata, dov'era il S[ignor] Francisco di Tarsia con più de dieci milia fanti de li Casali della Città, tutti d'una librea, bene armati et la maggior parte archibusieri. [...]Et così cavalcando per la strada dritta, passò il ponte, quali era de l'uno e l'altro lato adornato de panni gialli. Et arrivò a la prima porta della Città sopra della quale era Cosenza informa di donna". Scritte e dipinti ornavano, la porta, attraversata la quale l'imperatore incontrò il vescovo con «preti et frati in numero infinito» e la nobiltà e il popolo di Cosenza e dei Casali, i cui rappresentanti sorreggevano un baldacchino sotto il quale Carlo prese ad incedere in sella al suo cavallo, «et così procedendo con grandissima compagnia di S[ignori] et gentilhomini se pigliò il camino dritto verso la piaza, et al capo della strada de gli mercanti Sua Mae[stà] trovò una porta ornata di Trophei et altre bellissime pitture». Accompagnato dal fragore di colpi di archibugi e di fuochi artificiali, il re giunse nella piazza ed entrò nella «Ecclesia magiore; et fatte alcune orationi, et baciata una crocetta d’oro e pigliata la benedictione dal vescovo, ritornò a cavalcare, et, passata la piaza, trovò un altro arco» anche questo con delle frasi e delle scene dipinte. «Finalmente sua Mae[stàJ se condosse al palazo del S[ignor] Gasparo Sersale dov'erano state acconze le stanze, et ben orliate di tapezarie et altre cose necessarie. Luni matino sua Mae[stà] cavalcò a messa a la Ecclesia magior della Città [...]. Il marte matino li Sindacì della Città insieme con quelli degli Casali fecero a Sua Mae[stà] un dono di tre milia Scudi in un bacile d'argento. Quel giorno medesimo sua Mae[stà] partio da Cosenza a mezo dì, et se ne andò la sera in Bisignano»."