Forse col tempo tutto è cambiato e quelle feste di una volta non ci sono più.
La gente è diversa e le fiere allegre e ricche sembrano appartenere al passato e non restano che le solite due bancarelle e poca folla, costituita perlopiù dalle automobili di cui nessuno può più fare a meno.
Tutto è cosi calmo che i giorni di festa sembrano giorni uguali agli altr, ma non è cosi, perchè i giorni di festa sono giorni speciali che vanno a rinnovare la devozione e l’affetto da parte di un popolo verso i protettori del paese.
Nonostante si sia un pò spenta l’euforia dei festeggiamenti col trascorrere del tempo, rimane il cauto e, nel contepo, forte legame che univa e unisce la realtà della vita con la fede cieca della religione, il luogo dove si rifugia la gente nel momento di bisogno, il luogo di preghiera dove si trova il miracoloso appoggio di cui le cose materiali non possono darci.
Le grazie e i miracoli che Aiello ricevette dal Santo sono state tante, fu la mano di S. Geniale a sostenere il paese nelle innumerevoli scosse di terremoto, nelle alluvioni che colpirono le campagne, dalle malattie contagiose.
Il 5 Febbraio 1783, anno di uno dei terribili terremoti che colpirono la Calabria, il Sindaco predispose una pubblica processione di penitenza con obbligo di sostenere le spese necessarie a comprare un cero per onorare e ringraziare S. Geniale, che con i suoi occhi ha riguardato un paese e l' ha protetto dalle disgrazie.
Da allora il 5 Febbraio e l' 1 Maggio di ogni anno si ripete il medesimo omaggio ad Aiello Calabro (nel cosentino), in onore del Santissimo Martire.