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Itinerari della Provincia di Cosenza
Cosenza , Itinerario n.9
"Valle del Savuto-Costiera Tirrenica Sud-Nord" Km 127 o 119 (ore 8 o 7:30)
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Degni di nota, inoltre, il castello (sec. XVII, già dei Mendoza e su costruzione più remota), come al solito in via di progressivo disfacimento (anche per vandalismo, privato e pubblico), la Chiesa di S. Chiara (sec. XVI; purtroppo quasi sempre chiusa) con tele ed opere d'arte in legno dovute a settecenteschi come Solimena, Simonelli, Castellano, la Chiesa Madre (vicina ad un'antica porta), con portali del sec. XVII, tele di Nicola Menzele e la tavola "Madonna" del Negroni, la Chiesa di S. Francesco di Paola (sec. XVII) con lapide sepolcrale degli Alarçon y Mendoza, i resti della cinta muraria, palazzi feudali del XVI-XVII sec. (Pignatelli, Zupi, Mazzarone, Lancilotta, etc.), e bellissimi panorami; immediatamente a monte dell'abitato, verso la stradina che conduce all'Abbazia, che dista circa 4 Km., la Chiesa del Carmine (sec. XIV). S. Lucido (m. 60, ab. 5931), altra località turistica molto frequentata, anche per le varie possibilità di svago dell'estate, vanta un remoto passato, come comprovano i resti di una necropoli e di costruzioni romane venuti alla luce in località Pietralonga (o Palazzi) 2 Km. a sud del paese, e "San Cono", e l'utilizzazione, nei secoli passati, quale importante porto.Ajello: S.MAria delle Grazie, cappella Cybo (1597) Nell'abitato, il piccolo centro storico è dominato dai ruderi del vetusto castello (in cui nacque il celebre cardinale Fabrizio Ruffo, 1744-1827), con torre e ponte d'ingresso (sec. XIV). A fianco, la Chiesa di S. Giovanni Battista (sec. XVII), con sarcofago marmoreo dell'800, recentemente restaurata, così come la Chiesa dell'Annunziata (sec. XIV-XV), situata all'entrata nord dell'abitato: essa fu pure Convento dei Minori Osservanti, e la sua abside serba strutture originarie, visibili anche in altri punti dell'edificio, come nell'ingresso a sinistra del portale principale (aragonese); interessanti, alcune sculture di scuola siciliana (sec. XV-XVI). Nei pressi della stazione, una poco nota fortificazione sette-ottocentesca; ancora nel territorio, la torre cinquecentesca, dotata di loggette e merlature a gigli, detta Casino dei Rossi. Si è quindi a Paola (m. 94, ab. 16.651), terra natale del Santo Francesco (1416-1507) e dei musicisti settecenteschi Giuseppe e Francesco Avossa, paese di antica origine, e nell'età moderna importante nodo di comunicazioni con CosenzaFiumefreddo Bruzio: il Castello (sec. XVII) (oggi facilmente raggiungibile, col treno o con l'auto, in una ventina di minuti) e frequentato centro turistico, ove, specialmente d'estate, si svolgono numerose manifestazioni culturali. Non si può prescindere da una visita al grande Santuario-Basilica di S. Francesco : esso presenta una facciata barocca del sec. XVII, sulla preesistente costruzione di tradizione gotica (sec. XV), la cappella Spinelli (o "S. Francesco") del 1595, con pala d'altare attribuita in parte al fiammingo d'Errico, il chiostro interamente affrescato (sec. XV), la ricca biblioteca monastica (1778), e numerose opere d'arte, come la "Madonna degli Angeli" di Jacobello d'Antonio (sec. XV), la croce processionale d'argento (fine sec. XV), la serie di lastre d'ardesia con i "Miracoli", di Andrea Lilio (sec. XVI), il "San Michele Arcangelo" del Pascaletti (1750), statue del '700 in marmo, coro ligneo del '600 di artigiani locali, il busto del Santo, opera di argentieri meridionali del sec. XVI, oggetto in tempi recenti di furto sacrilego,S.Lucido: Centro Storico e sostituito con copia: esso viene portato nella grande "processione a mare" del 2 aprile. Altri monumenti meritano comunque una visita: la Chiesa della Annunziata (sec. XV su preesistenze), con tavola (1580) del pittore fiammingo Hendriskz e altre opere d'arte; la Chiesa di S. Caterina con portale florense del 1493;nella centrale Piazza del Popolo, con la bella fontana e la torre dell'orologio con portico, seicentesche, la porta di S. Francesco (sec. XVIII), la Chiesa della Madonna di Montevergine (sec. XVIII) con lo scenografo prospetto barocco di scalpellini locali su disegni di Niccolò Ricciulli (attribuzione: Mario Borretti);
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