Da Castrovillari converrà raggiungere Morano per la S. S. 19, in modo da godere la caratteristica visione dell'abitato, ascendente sul Pollino e sormontato dai ruderi del castello normanno. Già stazione sulla via Popilia (159 a.C.), che collegava Roma con il Sud (e che in molti punti è ricalcata dalla S. S. 19),
Morano (m. 650, ab. 5.116), patria di Carlo e Nicola De Cardona (sec. XX), offre diversi motivi d'interesse. Nella Chiesa di S. Bernardino attualmente in restauro, soffitto ligneo carenato, su schema veneto, del '500, grande Crocifisso in legno, statua del Santo opera di bottega napoletana del '600, leggio corale del 1536 con stemma dei Sanseverino (fondatori del Monastero),e l'eccezionale polittico "Madonna e Santi" di Bartolomeo Vivarini (1477), ora nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, in alto nel paese, statue marmoree di Pietro Bernini, padre del celebre Gian Lorenzo, "S. Lucia" e "S. Caterina di Alessandria" (1591),

provenienti dal Convento di S. Maria di Colloreto e altre della sua bottega, croce processionale di argentieri abbruzzesi (1445), suppellettile lignea del moranese Agostino Fusco, notevoli tele di PietroTorres, di scuola siciliana, napoletana e romana (1500-1600), artistico organo del '700. Sulla facciata è murata la statua "S. Pietro" del XIV secolo.
Nella Chiesa della Maddalena (sec. XIV, modificata nei secoli successivi), ritenuta una delle più belle chiese barocche della provincia, una "Madonna cogli Angeli" del Gagini (1505), tele del Torres (1600), Sarnelli e del Lopez (sec. XVIII)), statua marmorea della Vergine ed altre sculture della fine '500, tutte probabilmente provenienti dal Convento di Colloreto, argenterie e parati sacri di botteghe napoletane e veneziane (F. Guardì?) dei sec. XVII-XVIII, maestoso organo del 1763. Nelle Scuole elementari sede provvisoria, essendo quella definitiva S. Bernardino vi è ancora, il "Museo di storia dell'agricolura e della pastorizia" (nei secoli XIX e XX).
Ancora più a nord è Mormanno (m. 842, ab. 4.277), per raggiungere la quale vi è l'imbarazzo della scelta, perché se da un lato il percorso della S.S. 19 permette di valicare lo storico passo di Campo Tenese, ove l'ultimo episodio bellico, nel 1806, segnò la sconfitta dell'esercito borbonico, quello sulla A3 offre la suggestiva veduta, sul "Cappellazzo" (m. 1200), di ruderi del Convento di S. Maria di Colloreto, fondato dal Beato Bernardo Milizia, da Rogliano, nel 1544.
Normanno risale, quanto meno, ad opeca longobarda (per alcuni autori addirittura al VII secolo). Vi nacque l'illustre architetto ed organaro Giovanni Donadio, detto "il Mormando" (1450-1526). Fra le chiese, quella di S. Maria del Colle (sec. XV), su progetto dello stesso Donadio ma ristrutturata in stile barocco nel 1700: vi sono buone tele di altare di scuola napoletana (sec. XVIII),

croce processionale ed altre argenterie di botteghe napoletane (sec. XVII-XVIII), bei parati coevi ricamati a colori, campanile con statua lapidea del XIV-XV secolo, organo attribuito allo stesso "Mormando" (ma del 1671, proveniente dalla cappella del SS. Sacramento). Nel paese vi sono inoltre due Oratori, del Suffragio e di S. Apollonia, affrescati dal locale Genesio Galtieri (ca. 1760). Da Mormanno si lasceranno, infine, le vette del Pollino per scendere in direzione del Tirreno, seguendo la S. 504 che, lungo la valle del Leo, porta a
Scalea, attraverso Papasidero e sepolture del paleolitico, ed il Santuario di S. Maria di Costantinopoli, di origine bizantina, e successivamente passando da S. Domenica Talao. Notevole è l'interesse paesaggistico di tratti del corso del fiume, ancora incontaminati, e divenuti negli ultimi anni meta di escursionisti e canoisti.