Rossano - Paludi - Cropalati - Longobucco
(S.S. 177: km. 38) (ore 1 e 30')
Longobucco - Parco (Fossiata)- Lago Cecita - Camigliatello
(S.S. 177 + S.S.282: km. 44) (ore 1 e 45')
Camigliatello - Cosenza
(SuperS.107: km. 34) (min. 45) o, in alternativa a quest'ultimo tratto:
Camigliatello - Fago - Varco S. Mauro - Bivio Rose - Cosenza
(S.648 + S. S.Prov. + S.279 + A3: Km. 63) (ore 1 e 30')*
Terminata la visita a Rossano, si continua, verso la Sila, sulla S.S. 177. A 13 km., si incontra Paludi (m. 430, ab. 2.048): fuori dell'abitato, in contrada "Le Muraglie" (Castiglione di Paludi),sono state messe in luce tracce abbondanti di una cinta muraria con porte,

di un teatro, e numerosi altri reperti archeologici di una certa importanza e di varie epoche e civiltà, dall'età del ferro ai Brezi. Nella Chiesa di S. Clemente, un pregevole crocifisso ligneo del XV secolo e dipinti settecenteschi di Onofrio Ferri.
Dopo 10 Km.. Cropalati (m. 348, ab. 1.568), con interessante grotta medievale; passato il paese, si prosegue per l'ampia vallata del fiume Trionto, ove la scarsa vegetazione si alterna a querce e lecci.
Si attraversa la frazione di Destro, mentre in lontananza si scorgono le case di
Longobucco, abbarbicate su uno sperone di roccia. Il paese (m. 780, ab. 6.140) era noto nell'antichità per le sue miniere d'argento, abbandonate poi nel sec. XVIII. Oggi vi ha sede un'industria tessile dalle antiche tradizioni artigiane, forse orientali: una Scuola d'Arte diffonde per il mondo una ristretta e ricercata produzione di tappeti, coperte ed arazzi, lavorati in maniera originale ("a pizzulune") nei loro motivi spesso vivaci; in agosto si effettua la "Festa delle coperte al balcone", con l'esposizione di coperte, tappeti, corredi nuziali.

Nella Cattedrale dell'Assunta (sec. XVI-XVII), dal caratteristico campanile cuspidato, piccolo rilievo ligneo della Madonna (di scuola nordica del sec. XV), argenterie barocche di ottima fattura, di provenienza locale, e grande organo.
Longobucco è anche punto di partenza di escursioni sulle cime più alte della Sila "Greca", dal monte Paléparto (m. 1481) al monte Sordillo (m. 1568), alle serre di Cerviòlo (m. 1319) e di Castagna (m. 1583), dalle quali si hanno suggestive visioni su tutto l'altopiano silano e sul golfo di Taranto. Dall'abitato si continua a salire sulla S.S.177, lungo un tortuoso ma pittoresco percorso, e, arrivati al Colle dell'Esca, prima della cantoniera del bosco Gallopàne, si può prendere la stradina a sinistra, che porta al vivaio forestale della "Fossiata", innestandosi poi sulla S.S.282. E' questa la zona del Parco Nazionale, la strada si svolge quasi tutta tra fitte pinete: lungo di essa, la Mostra dell'Artigianato. In una vasta radura, la Casa Forestale, dalla quale dipende la Foresta demaniale della Sila e del Patirion (11.000 ettari di boschi).
Il vivaio offre una interessante vista, coi suoi simmetrici viali a larici, betulle e abeti bianchi, fittissimi, mentre ci si può dissetare a fonti dalla eccezionale leggerezza, quale è per lo più tutta l'acqua che sgorga in Sila.