Annesso al palazzo arcivescovile, il Museo Diocesano.
Vi sono conservati dei corali, opere di artigianato locale dei sec. XV-XVIII, tele e tavole come la gią ricordata "Madonna Odigitria" del Patire e la "Pietą" firmata da Andreas Pavias, iconografo cretese della seconda metą del '400 argenteria sacra fra cui l'anello detto di S. Nilo (sec. XIII, proveniente anch'esso dal Patirion) ed il busto argenteo della patrona (Costanzo Merlino, orefice napoletano, 1768: attribuzione Raffaele Borretti),

ed il famosissimo Codex Purpureus, codice membranaceo a caratteri onciali d'argento, su pergamena dipinta a Consta di 188 fogli, e contiene il testo greco dei vangeli di S. Marco e di S. Matteo, decorato con 16 grandi miniature, elaborate con gusto squisitissimo, e con alta proprietą del disegno e del colore.
Meritano una visita, anche, le chiese di S. Bernardino (sec. XV), dal portale ogivale, con nell'interno il sepolcro di Oliverio di Somma (1536) e un bel crocifisso ligneo (sec. XVII), e quella di S. Nilo, con pregevoli parati del 1750.
Si consiglia di vedere, infine, la parte antica dell'abitato (rione Penta) dove anticamente era situata al chiesa di S. Nicola del Vallone, con esempi di arte medievale. Nel mese di gennaio si svolgono tipiche manifestazioni popolari a carattere religioso, come la processione dei Re Magi, o la sagra dei "ciaramellari" (zampognari).