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Itinerari della Provincia di Cosenza
Cosenza , Itinerario n.5
"Valle del Crati - Costiera Jonica direttrice sud" Km 139 o 159' (ore 8 o 9')
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E' sede vescovile. Cattedrale in forme normanne, ricostruita nel XIV secolo, con interessante portale tardogotico in pietra, e rifacimento barocco del roglianese Mangerio (sec. XVII: attribuzione Mario Borretti); l'interno, rimaneggiato, conserva un fonte battesimale del sec. XV. Nella Chiesa dei Riformati (sec. XIII), altro portale aragonese, chiostro a tipo monastico ogivale del XIV secolo, grande crocefisso ligneo del siciliano Fra' Umile da Petralia (Gianfrancesco Pintorno, 1580-1639), statua marmorea della Madonna, di scuola gaginiana, e tela "S. Daniele confortato da Angeli" di scuola di Luca Giordano (fine '600, G. Simonelli?). Nella Chiesa di S. Domenico, tela "Presentazione al tempio" dell'ambiente del napoletano Laurito (sec. XV-XVI), in fase di restauro, così come la chiesa di S. Francesco di Paola, con soffitto ligneo del sec. XVIII e cappella Sanseverino con affreschi. Va segnalato l'artigianato bisignanese, che ha la sua massima espressione nei liutai, i De Bonis di fama ormai universale. Nel territorio (contrada "Grifone"), vicino all'A-3 e visibile dalla strada, il misterioso "Cozzo Rotondo",Corigliano Calabro: panorama col castello (sec.XV) tumulo forse sepolcrale tuttora inesplorato ma provvida occasione per convegni, tavole rotonde, etc. Da Bisignano, si segue la S. Prov. (sfortunatamente disagevole per diverse zone franose) e che, superato il torrente Duglia, continua quasi sempre a mezza costa su una serie di collinette montagnose, formanti il gruppo della pre-Sila "Greca". Si giunge quindi, dopo 15 Km., a S. Sofia d'Epiro (m. 550, ab. 2.679), paese abitato da oriundi albanesi, e che conserva riti e costumi tradizionali che in alcune particolari solennità civili e religiose assumono indimenticabili aspetti di colore orientale; nella chiesa, recentemente sono stati rifatti, con gusto e proprietà, dall'artista greco specializzato Jannakakis, gli affreschi, di stile bizantineggiante. Continuando sulla stessa S. Prov., superato il bivio per Acri (sulla destra), a circa 10 Km. si trova S. Demetrio Corone (m. 520, ab. 5.038), con bella visita sulla valle del Crati. Al bivio conviene prendere a sinistra, trovando così all'entrata del paese la chiesa basiliano-normanna di S. Adriano. S. Demetrio, in cui nacque il patriota, letterato, Domenico Mauro (1812-1873) è il cento intellettuale degli Albanesi d'Italia, già sede di vescovado e del celebre Collegio Italo-Albanese fondato da Papa Corsini e dalla famiglia Rodotà dei Coronei (a S. Benedetto Ullano nel 1734, poi trasferito a S. Demetrio nel 1794). Gli abitanti sono bilingui. Annessa al Collegio, che è ormai in desolato abbandono ed avanzante degrado, si trova la notevole chiesa di S. Adriano, già monastero archimandritale fondato da S. Nilo nel 955, poi rimaneggiato in varie epoche, e che mostra nell'interno con colonne romaniche (come al "Patirion") splendidi elementi musivi sul pavimento e (probabile opera del sec. XII d'influenza jonico-greca), e paliotti in affreschi bizantini stucchi colorati sui tre altari barocchi (sec. XVIII) dell'abside, mentre è stata trafugata la conca ottagonale con coperchio in pietra calcarea di foggia paleo-bizantina (ritenuta del sec. XI), ed infine è stata spostata in altra chiesa la reliquia di S. Adriano (1531), la cui festività si celebra il 22 agosto. Nel centro si svolge, da anni, anche un Festival della canzone albanese.
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