Vergini - Piazza Valdesi - Lungo Busento - Rivocati - Riforma(min.45);
Via Roma - Acquedotto - Via Alimena - Piazza Fera(ore 1:00);
Piazza Loreto - Via Panebianco - Campagnano(ore 1:30);
Roges - Rende(ore 2:30)
Dalle Vergini[52],ove eravamo giunti col precedente itinerario, si può
ripassare da Piazza Valdesi[17],scendendo,oltre che per il corso Telesio, per
una qualsiasi delle numerose antiche vie(interessante, ad esempio, il
quartiere di S. Lucia, una volta "a luci rosse"),oppure con gli autobus che
passano da Portapiana[38] o dallo Spirito Santo[31].

Riattraversato il ponte Mario Martire, si è, a sinistra, al Lungo Busento
Tripoli: da qui, con la bonifica dei fiumi(1913-15),iniziò l'espansione della
città a nord, giunta ormai da tempo al conurbamento con il territorio di Rende.
E' da dire subito che, se quantitativamente lo sviluppo edilizio di Cosenza
ha segnato cifre da primato nazionale, quanto è stato realizzato non offre
elementi artisticamente o, almeno, stilisticamente degni di nota: al punto
che, tra la miriade di edifici del novecento, gli unici che abbiano un proprio
stile, per quanto datato e in linea con la retorica di regime, sono quelli del
ventennio fascista.
In conclusione, la città nuova non ha che scarso interesse per l'appassionato
di arte, storia e architettura.
Seguendo il Busento, si incontra la Fontana del Balilla[53]e, ancora più su
dopo il palazzo delle Poste, il Cinema "Italia"[54],già sede della "Gioventù
Italiana Littorio", classici esempi dell'edilizia citata. Il limitrofo
quartiere dei Rivocati[55],benché antico di almeno sei secoli, non conserva
più nulla di interessante, almeno visibilmente; si ripassa da piazza della
Riforma(v.IT-1),ed a destra si imbocca via Vittorio Veneto, poi viale
Roma, sulla cui mano sinistra, e quindi a monte, sorge, in una zona di
importanti ritrovamenti archeologici, - l'Ospedale che conserva il nome
antico delle precedenti istituzioni, "SS. Annunziata" - realizzato nel
1938.

Poco più avanti, il nuovo(ma già nato vecchio!) edificio delle
Poste, mentre, ancora più oltre, e sempre a sinistra, si ritrova il vasto
agglomerato di costruzioni dell'epoca fascista[56],con l'elegante palazzo
dell'ex sede Littoria, ora istituto scolastico, e la piazza (rinominata, per
"contrappasso", XXV Luglio), di buon gusto coi suoi portici ed il verde: al
centro, il busto a memoria di "Ciardullo" (Michele De Marco, sapido poeta
dialettale,1884-1954).Salendo sulla laterale via Zara, che fiancheggia il
lato Tommaso Arnoni:avvocato,1877-1950,sindaco di Cosenza, realizzò il
nosocomio e l'acquedotto),all'
Acquedotto del Merone, costruzione di stile
indefinibile, imitante un romantico maniero, ed alle cui spalle è sito il
"Parco della Rimembranza": dallo spiazzo antistante il serbatoio, si apre un
vasto panorama sulla parte "vecchia" della città dispiegata sul colle
Pancrazio, sulla valle del Crati e sulle pendici presilane.