Salendo a destra, la casa ritenuta dell'economista Serra [45] (sec. XVI), con porta stemmata, bslconi decorati, finestra a stipiti modanati dell'epoca.
Andando ancora avanti, per via
Giostra Vecchia, i numerosi edifici delle famiglie nobili, Cicala, Bombini [46] (dal grande portale, androne cinquecentesco, cortile e giardino pensile dell'800), Caselli [47], con scenografico cortile del sec.

XVII, Orsomarso [48] con bei balconi a ventriera e stucchi barocchi, Grisolia [49], vicino su via B. Miraglia casa Palazzi [50], sino al notevole palazzo Sersale [51], in via Gaetano Argento (insigne giurista cosentino, 1680-1728), con il portale tamponato, a grandi stipiti e fasci di colonnine, finestre dalla larga modanatura catalana, stemma ed epigrafe (1483): in esso soggiornò, nel 1535, l'Imperatore Carlo V.
Contigua è la Chiesa e Monastero di S. Maria delle Vergini [52], già delle suore cistercensi, eretta nel 1512-20 su disegni di Domenico La Cava, capomastro di val di Crati. Ha un portale esterno decorato con bugne a punte di diamante; all'interno, gustoso portale con lievi stucchi barocchi (sec. XVII), altare principale in legno intagliato e dorato con opulento fastigio, e grande pala "Assunta e Santi" del XVI secolo di M. Curia o G. De Mio, nonché altre opere sugli altari laterali, tra cui un'icona di Giovanni da Taranto (sec. XIII-XIV).
A destra della via, ingresso al
Palazzo Falvo , con pesante portale a tutto tondo, e notevole androne dalla volta decorata con stemma, scala e pianerottolo su due campate di volta sorrette da mensole pensili, in stile durazzesco-catalano.
Tutta la zona è ricca di elementi architettonici interessanti che consigliamo di esaminare, se si ha tempo a disposizione.