Sono anche da vedere: due statuette in avorio, "Cristo alla colonna" a figura intera, a tutto tondo, di sorprendente naturalezza, e "S. Sebastiano", lavoro analogo, rispettivamente di cm. 30 e 35, quest'ultima finita firmata Angelo Rinaldi, scultore vissuto tra la fine del '600 e la prima metà del '700; nonché due dipinti su rame, di scuola del Bassano (sec. XVII), con scene della Passione di Gesù.
Nel palazzo arcivescovile va segnalato l'Archivio Capitolare, ricco di oltre 300 pergamene. Bolle pontificie, registri ecclesiastici; vi ha anche sede la Biblioteca Nazionale.
Uscendo, sull'ultima parte del corso, che assume qui il nome di Giostra Nuova, antica passeggiata cittadina dal sec. XVI fino ai primi del XX, e nelle vie adiacenti, diversi palazzi di epoca e stile spagnuolo (secoli XVI-XVIII), con begli stemmi, androni,
balconi a ventriera .
In questo tratto finale, al sede del caffè Gallicchio (poi Gran Caffè Renzelli, oggi ripristinato), la libreria dell'editore Aprea, la redazione della Lotta (poi della Cronaca di Calabria), accoglievano le discussioni quotidiane dei borghesi colti di un tempo non molto remoto eppure improvvisamente dissoltosi nel nulla- ma si nota oggi un positivo ritorno, incentivato anche dall'attuale Amministrazione Comunale.
Salendo, a destra, per via Antonio Serra (originale economista cosentino, sec. XVI), si ha di fronte il prospetto in stile neo-classico, con quattro colonne doriche (arch. De Grazia, 1830), dell'ex Teatro Ferdinando, poi Garibaldi, prima sede della chiesa e convento dei Gesuiti (nella parte più alta restano il portale d'ingresso ed il chiostro barocco, secoli XVI-XVII) ed oggi Liceo Classico Telesio. A sinistra, nella via, già denominata S. Chiara, l'edificio dell'ex monastero delle Clarisse, la cui chiesa (riportata alla luce di recente la pavimentazione esterna) venne costruita ove sorgeva una sinagoga (era questa difatti la zona della "Giudecca", o "Cafarone") ed è adibita a sede della Biblioteca Civica, istituzione dotata di ingente e qualificato fondo librario (oltre 200.000 volumi, rari incunaboli, manoscritti). Ha un portale e finestrone decorato della fine del '500, ed un chiostro restaurato in questi anni, mentre non v'è più il soffitto ligneo intagliato e dorato (1600).
Quasi di fronte, il portale del palazzo De Matera, con stipite, stemmi ed arco in pietra (1520), ritenuto di mano del Mormando (geniale architetto ed organaio di Mormanno - v. IT-3).
Scendendo verso il fiume Crati, per la via Cafarone, antico palazzo della famiglia Gervasi ("Capitan Beppe" fu uno dei capi dei

moti cosentini del 1600) del sec. XV, con grande androne decorato di stemma patrizio, e cappella gentilizia, ma purtroppo lasciato decadere, benchè sede di uffici comunali.
Ancora più giù, attraverso pittoreschi vicoli, si sbocca alla piazza Spirito Santo, ove èl'omonima chiesa , di cui si iniziò la costruzione nel 1577 (datazione: Mario Borretti), su preesistenze delle suore domenicane, che avevano un contiguo monastero (1513). Presenta un bel portale in pietra intagliata con iscrizione ricordante il finanziatore Antonio Belmosto, banchiere genovese (1585), ed è mancante della navata sinistra, abbattuta per far posto alla strada. A fianco, la dimora (fine sec. XV) della famiglia Martirano, in cui sono illustri letterati. Nella piazza, monumento di Cesare Baccelli. Ricordiamo, solo a titolo di curiosità, essendo per il resto priva di valore artistico (ed orribilmente pitturata a vivaci colori), che vicino al fiume è la Chiesetta dell'Arenella, così detta perché situata in origine proprio nel letto del fiume, e quindi soggetta spesso ad inondazioni, che vi depositavano sabbia (arena).