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Itinerari della Provincia di Cosenza
Cosenza - Itinerario n. 2 (ore 6:30)
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Piazza Valdesi - Corso Telesio - Piazza S. Giovanni - Via G. Di Tarsia - Vecchio Municipio -Piazza Duomo (h 2);
Duomo - Piazza Toscano - Piazza Parrasio (Museo Diocesano) (h 2); Via Serra - Cafarone - Spirito Santo (h 1);
Giostra Nuova -Piazza XV Marzo - Teatro - Museo Civico - Biblioteca Civica (h 1:30).

Con inizio da piazza Tommaso Campanella, si attraversa il ponte,Portale del palazzo di Tarsia sul Busento, di S. Domenico, anticamente designato anche come "dei Revocati" (dal quartiere confinante) o "dei Pignatari" in alternativa a quello, più famoso con tale nome, sito sul Crati, ai piedi del colle Triglio: in quest'ultima zona, infatti, esisteva l'omonimo quartiere ove questi artigiani realizzavano pignatte, boccali, vasi, ed altro, in argilla. Giungiamo così in Piazza Valdesi , sino al 1898 via (e piazza) Fontananova, per la grande fontana erettavi nel sec. XVII "avanti la porta del ponte". Il nome attuale ricorda i seguaci della religione di Pietro Vades (sec. XII), i quali, emigrati in Calabria dal Piemonte, dopo secoli di indisturbata dimora vennero sterminati in una feroce "crociata contro gli eretici", culminata nel massacro di Montalto Uffugo (5 giugno 1561), che ha solo pallidi raffronti con gli orrori della notte di S. Bartolomeo. Dalla piazza in lieve declivio si dipartono: a sinistra il pianeggiante Lungo Crati Domenico Miceli (uomo politico calabrese, 1910), sede da questo dopoguerra di un affollato mercatino, ed a fianco, in salita, il corso Telesio , arteria principale del centro storico; a destra, il Lungo Busento Oberdan, con a lato il corso Garibaldi, che ascende alla circonvallazione a monte dell'antico abitato. Seguendo questa via si trova prima a sinistra la via Grotte di S. Francesco d'Assisi, da dove si arriva rapidamente all'edificio sacro che ospita il Laboratorio di Restauro della Soprintendenza, e poi si ha di fronte, a destra, il nuovo ponte che congiunge viale della Repubblica, ed a sinistra la circonvallazione che offre vastissima veduta panoramica. Ci si inoltra per il caratteristico, ma ormai in gran parte tristemente abbandonato, corso Telesio, un tempo strada consolare della Calabria, che attraversa tutta la vecchia città sboccando nella scenografica piazza XV Marzo. La via, intitolata al grande filosofo calabrese (1509-1588) nel 1898, ha conservato per secoli numerose denominazioni: "Fontananova", come abbiamo ricordato, nella parte iniziale; "Strada dei mercanti" e "Piazza delle chianche" (macellerie), per le svariate botteghe di tessuti e merci varie, nella parte sino al Duomo; qui diveniva piazza (o, nel periodo spagnolo, praca) "magna" o "grande" o, meglio, "degli aromatari" o "degli speziali" per le "farmacie" che manipolavano gli empirici medicinali dei secoli scorsi, o, anche "del Seggio" per il vicino luogo di riunione dei Nobili; poi "degli Orefici", sul lato destro del Duomo, ed infine "della Giostra Nova". Una vivace e colorita descrizione del corso è stata data dal Baldini, dal quale hanno poi tratto ispirazione molti scrittori.

A sinistra, salendo, la piazza S. Giovanni Gerosolimitano, più nota popolarmente come piazza delle uova per il mercato tipico: in fondo, chiesetta già della Commenda dei Cavalieri di Malta (1428), rimodernata a spese del duca Spiriti (1882); in essa era una lapide con l'elenco di tutti i cosentini iscritti al Sovrano Ordine, e rimane tela di ignoto meridionale del XVII secolo, "Annunciazione". La case a fianco della chiesa componevano un tempo l'Albergo dei Pellegrini, ceduto poi al duca di Verzino, Cortese (1710).
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