Resta, custodia nella prima descritta chiesa di S. Gaetano (sagrestia),
una piccola statua marmorea a tutto tondo della Madonna delle Grazie, interessante pezzo d'arte
senese dei primi del '400, anticamente situata in una nicchia all'esterno. Purtroppo,
la cupoletta posta a fianco al campanile, in comune con la Chiesa di S. Gaetano,
è stata recentemente privata delle sue tegole ad uso bizantino e rivestita da una liscia copertura.
Da via Marini Serra si continuerà per via dei Martiri, ove, quasi al termine, ed a sinistra,
al sommo di una scalinata, è la
Chiesa di S. Agostino
, ed ex Convento degli Agostiniani(1507),
con notevole portale archiacuto, inscritto a caratteri gotici. Nell'interno, a destra entrando,
statua marmorea "Madonna con Bambino" (1577) di scuola gaginesca; nella attigua cappella di S. Maria
della Consolazione, statua lignea della titolare, dipinti ad arabeschi d'oro, opera del napoletano
Vincenzo Alaja (1685).
Si ricorda che in una sepoltura comune della chiesa vennero un tempo inumate le salme dei Fratelli
Bandiera, e dei loro compagni d'avventura, fucilati (1844) nel vicino vallone di Rovito. I locali, nel
1810, al tempo della soppressione, furono adibiti a caserma ed a carcere, e solo in tempi a noi più vicini
l'edificio è stato restituito al culto, con restauri parziali, che hanno messo in luce altri elementi
della facciata (agili colonnine, rosone: ma non sono riusciti ad eliminare...il cavo telefonico deturpante
il portale!) e della costruzione arcaica - la zona, come confermano anche recenti ritrovamenti,
è sede di insediamenti anteriori al 1000. Usciti dalla chiesa, continuando a mano sinistra si giunge
dopo pochi minuti sul greto del"Vallone di Rovito",
, così detto dall'omonimo abitato. A sinistra,
spiazzo con il modesto e non troppo felice "altare" eretto nel 1937 in memoria dei Martiri Cosentini del
15 marzo 1844 e dei componenti la tragica spedizione dei Fratelli Bandiera.

I due episodi sono troppi noti,
specialmenteil secondo, perché se ne riparli qui. Il luogo, deserto, è caratterizzato da una solennità
malinconica, chiuso com'è tra digradanti colli ai quali fa da sfondo la catena presilana.
Nel fondo della valle, una piccola chiesetta, dedicata alla Madonna dell'Acheropita: risale al 1707,
ed aveva un antico affresco della titolare, particolare che non siamo riusciti a verificare,
essendo generalmente chiusa, ed anzi abbandonata ai vandali.