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Per percorrere questo itinerario occorre raggiungere, in auto, il paese di San Donato di Ninea utilizzando l'autostrada A3, per chi viene dal nord, oppure, per chi si trova sulla statale tirrenica, valicare in prossimità di Belvedere Marittimo. San Donato di Ninea è ubicato su di uno sperone roccioso alle pendici di Cozzo del Pellegrino, in posizione panoramica sulla valle dell'Esaro e del Crati; fu fondato dagli Enotri, prima della colonizzazione greca ed il nome Ninea è stato riscontrato su un frammento della "Descrizione della Terra" di Ecateo di Mileto, storico e geografo greco. Ha assunto l'attuale appellativo di San Donato nel 1864. |
Il territorio della Mula viene inserito dalla Società Botanica Italiana fra le zona con biotipi da salvaguardare. Dal paese di San Donato di Ninea si percorre la carrabile per l'acquedotto fino al casello della Forestale dove è possibile rifornirsi d'acqua. Il sentiero comincia a salire seguendo la pendice boscata del monte La Mula, che resta sulla destra. Subito dopo è visibile la vetta, raggiungibile anche direttamente, ma ciò non è consigliabile in quanto, da questa parte si verificano delle slavine. Dalla cima del monte si apre un ampio panorama sul Mar Tirreno e Ionio e sui sottostanti rilievi: ricchi di faggi e di pini, sul versante ionico e brulli e pietrosi, per l'azione del vento, sul versante tirrenico. Dalla cima, per il ritorno, si deve rifare la stessa strada a ritroso fino all'ampio pianoro denominato il Campo, quindi si raggiunge il casello forestale. Il centro storico di San Donato di Ninea è ricco di chiese. Bellissima la facciata della chiesa della Santissima Assunta che denota un'influenza di stile Normanno-Svevo nella torre campanaria. San Donato ha l'appellativo di "conca dei metalli" per la presenza di molti minerali. Nei dintorni, infatti, sono riscontrabili resti di antiche miniere, di cui se ne ha memoria storica in un diploma risalente al 1191.
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