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Il sentiero parte dai colli di San Pietro posti al di sopra di Morano ed è raggiungibile dalla strada provinciale che da Campotenese conduce a Saracena. Morano Calabro è un paese molto caratteristico, con il suo centro storico abbarbicato su una collina conica, sovrastata dai resti di un castello anticamente posto a presidio del valico che dalla vallata di Cassano, attraverso Campotenese, raggiunge il Tirreno ed il nord. Il nome deriva da Muranum riscontrato su una lapide militare detta Marmo di Polla e che porta inciso l'itinerario della Via consolare tra Capua e Reggio di Calabria; sull' "itinerario di Antonino" (sec. IV d. C.) si legge Summuranum. |
Il centro storico è ricco di chiese: la Collegiata della Maddalena, di stile barocco, con polittico di Bartolomeo Vivarini, e la chiesa di San Bernardino, esempio di architettura quattrocentesca in Calabria. La strada realizzata dal Corpo Forestale dello Stato, è carrabile e attraversa boschi di faggio intercalati da pianori ricchi di giunchiglie e di diverse essenze erbacee ottime per il pascolo. Il sentiero sale dolcemente verso Piani di Novacco dove è possibile scorgere il ripetitore della SIP, si scende poi verso la gola dell'Argentino, dove il sentiero è sbarrato da un cancello che delimita l'aerea a servizio della Forestale. Prima dei Piani di Novacco esiste una biforcazione del sentiero che conduce a Piani di Mezzo, dove in un'ampia conca naturale, è possibile trovare ricovero in alcune strutture. Lungo il percorso si trovano rifugi realizzati dalla forestale. La zona è ricca di sorgenti, fiumarelle, felci, edera e funghi. Il sentiero è poco praticabile d'inverno. L'ultima parte del sentiero ricade nel territorio del Comune di Saracena, nel cui centro abitato si trova la chiesa di Santa Maria del Gamio, di stile bizantino.
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