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L'itinerario parte dalla vecchia statale 106, in prossimità del ponte sul torrente Galatrella e costeggia la riva destra del Crati, con vista panoramica sulle colline e l'abitato di Terranova da Sibari. Il sentiero segue l'andamento del fiume, attraversando agrumeti, mentre l'argine è ricco di canneti, statice, feroleta, finocchio selvatico e capperi. Continuando a seguire l'argine, il sentiero attraversa alcune fattorie e, in prossimità del torrente Muzzolito, piega a destra fino a raggiungere l'abitato di Cantinella, a pochi chilometri dall'area archeologica di Thurio e di Sibari. Per rifornimenti d'acqua, fare riferimento alle fattorie.
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L'ecosistema del fiume Crati è di grande interesse naturalistico per la presenza, proprio in questo tratto, di una ricca avifauna, dalla gallinella d'acqua, al germano reale, al gabbiano comune, alla folaga, ecc.. Ricca inoltre la fauna ittica: si tratta di pesci quali carpe, tinche, cavedani, anguille. Dal punto di vista storico il Crati ha rappresentato, fin dalla colonizzazione greca, il principale asse viario tra le città greche dello Ionio ed i centri Bruzi dell'interno. L'intero percorso si svolge nel territorio di Corigliano Calabro, l'antica Kopion Elaion, "Giardino d'Olio", che ha assunto l'attuale nome nel 1863. Il territorio agricolo è ricco di liquirizia, di uliveti e di agrumeti. Notizie storiche certificano l'esistenza di un piccolo villaggio prima della nascita di Thurio e di Sibari. Nel Medio Evo Corigliano divenne una florida città fortificata intorno alla piazza ed al campanile. Importante l'imponente costruzione del Castello Ducale, di costruzione normanna e la presenza di molte chiese a croce latina con pregevoli opere d'arte.
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