Da Giuffrida, a 5 km di distanza, si raggiunge il Centro abitato di Potame e percorrendo ulteriori 7 Km circa, lungo la statale 278, si raggiunge la Motta di Domanico dove ha inizio l’escursione.
Dalla Motta di Domanico si prende la strada sulla sinistra, percorsi un centinaio di metri, all'altezza di una quercia, bisogna imboccare un sentiero semi - nascosto dalla vegetazione, che parte dal ciglio delle ripide pareti che sovrastano il corso del fiume Busento. Si discende verso valle fino a raggiungere un affluente di questo, posto sulla sinistra idrografica e proveniente da una forra molto incisa. L'ingresso della cavità è facilmente localizzabile sulla parete destra della forra stessa. La Grotta, ben nota alla gente del luogo, è formata da una prima galleria in leggera salita che, subito dopo un breve abbassamento della volta, immette in un ambiente più vasto, a tratti adorne di poderose e tozza stalattiti. La cavità termina in una condotta meandriforme di piccole dimensioni, raggiungendo infine a 160 metri dall'ingresso un cunicolo terminale. Usciti dalla grotta il cammino prosegue attraversando il Busento da un ponte di legno. Si sale in libera raggiungendo dei campi coltivati che oltrepassati si arriva al sentiero sotto un ampio costone coperto da una rigogliosa vegetazione. Tenendo la valle del fiume Busento costantemente sulla sinistra, di fronte abbiamo la Motta di Domanico quasi alla stessa quota, si raggiungono le acque che fuoriescono dalla grotta. Si tratta di una risorgenza ad andamento meandriforme, lunga 234 metri. Un primo tratto è caratterizzato da morfologie ben sviluppate in altezza con un ruscello che scorre lentamente per il poco dislivello fra il punto di origine e l'ingresso. Nella seconda parte della cavità si assiste ad un progressivo rimpicciolimento delle dimensioni generali man mano che si prosegue.
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