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Natura di Calabria

Le Rocche di Natile, Parco Nazionale d'Aspromonte
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PIETRA SAN PIETRO

Nel X° secolo Pietra San Pietro fu occupata da alcuni eremiti basiliani provenienti dall’oriente, come testimoniano i ruderi in loco.
Il masso è formato fondamentalmente da 2 blocchi (uno il triplo dell’altro) separati da uno spiazzo di circa 150 mq, al quale si accede mediante un piccolo sentiero calcato nella roccia stessa, largo 10 cm.
Giunti sul suddetto piano, è possibile visitare il masso minore, alto circa 8m e disposto su due livelli:
il piano terra (4x4x2) con un’unica apertura sullo spiazzo e completamente sgombro all’interno; ed il primo piano (3x3x2) con 2 ‘finestroni’ rivolti anch’essi sullo spiazzo, composto da un lettino e un focolare incisi nella pietra, svariate nicchie nelle pareti, ed un buco di forma circolare al centro della camera, comunicante con il piano sottostante.
Ai piedi del masso maggiore è invece scavata una stalla (2x2) con annessa mangiatoia.
Quest’ultimo è decisamente più alto del precedente, ed è possibile raggiungere la cima solo scalandolo.
Sul piazzale ci sono inoltre due cavità importanti, una rappresenta un abbeveratoio, sempre pieno d’acqua, probabilmente fornito da una sorgente interna la roccia stessa e invisibile dall’esterno; l’altra, di dimensioni più piccole, pare avesse un fine religioso: battendoci dentro con un masso qualunque, viene infatti emesso un suono simile a quello di una campana.
La leggenda legata a Pietra San Pietro vuole che quando Gesù peregrinava con gli apostoli per insegnare agli uomini la parola di Dio, giunse in Calabria, su un pianoro ai limiti di un bosco di lecci (“ilici”) e castagni, e ad un certo punto San Pietro esclamò di aver fame, allora il Signore raccomandò ai suoi seguaci di prendere una pietra perché la provvidenza li avrebbe soccorsi.
San Pietro prese un misero ciottolo mentre gli altri apostoli raccolsero un sasso più grosso, e quando Gesù trasformò le pietre in pane, San Pietro rimase visibilmente contrariato…
Il Maestro, per la sua intelligenza divina, lesse nella mente di San Pietro, cosicché quando pregò loro di prendere un’altra pietra, San Pietro si caricò un masso di mezzo quintale, sopportandone il peso, ma sorprendentemente, Gesù, anziché trasformare il masso in pane, castigò San Pietro amorevolmente, invitandolo a sedersi sopra e meditare.
L’apostolo ci rimase subito male, ma capì di avere torto, e che il Signore non fece altro che punire la sua innocente malizia.
“Archiviata” la lezione, San Pietro espresse un desiderio, chiese a Gesù di fare in modo che quel sasso non potesse essere più rimosso da quel luogo per tutta l’eternità.
Così fù… Gesù accontentò l’apostolo, toccò il sasso ed esso si gonfiò come una nuvola.
Tale masso è oggi riconosciuto con il nome di pietra San Pietro!

PIETRA TONDA


Il nome di pietra Tonda fa riferimento all’aspetto della stessa, che per via degli agenti atmosferici ha assunto una forma ovale, priva di spigoli e insenature.
Alcuni pastori del luogo, narrano di una leggenda relativa a pietra tonda, legata ad una disgrazia; pare che nella seconda metà del XIX°, durante le festività Pasquali, due tamburini (suonatori di tamburo) si recarono sulla suddetta pietra per consumare un pasto, uno di questi però scivolò accidentalmente, precipitò nel vuoto e perse la vita.
Da quel tragico evento gli abitanti autoctoni, cominciarono a sentire strani rumori nei pressi della pietra, come se qualcuno battesse con una mano di ferro contro le pareti di questa roccia.
Nel 1881, in occasione della prima incoronazione della Madonna di Polsi, su segnalazione di alcuni devoti, giunsero sul luogo delle autorità ecclesiastiche, che si occuparono della vicenda, e mediante riti religiosi riuscirono a mettere a tacere le lamentele del presunto Spirito.

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