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Locri
Locri. Resti del teatro greco
L'antica città di Locri faceva parte della Magna Grecia. I ruderi della città sorgono a poca distanza dalla moderna città, a ridosso della spiaggia sul mar Ionio. La città fu fondata intorno VIII secolo avanti cristo, ma solo un secolo e mezzo dopo la fondazione della città, i locresi delimitarono l'area urbana con una cinta muraria costruita da grandi blocchi squadrati di pietra.
Locri fu fondata dall'impresa suggerita da una famiglia nobile della Locride orientale (Grecia). La città di Locri era circondata da numerose necropoli, presso le quali sono state ritrovate oltre 1700 tombe. Locri è stata colonia ed alleata di Sparta. Erodoto (VI,23),riporta di un arrivo di profughi samii a Locri, verso il 493. L'antica Locri è situata a pochissimi chilometri dalla città moderna, questo fatto l'ha preservata quasi integralmente. Purtroppo nei secoli passati gli abitanti della zona hanno usato le pietre della città antica per edificare le nuove case. Gli scavi archeologici sono stati portati avanti da Paolo Orsi (1908-1912), Paolo Enrico Arias (1940-1941) e da Giulio Jacopi (1951). All'esterno della città ci sono diverse necropoli: nelle contrade di Monaci, Russo, Faraone, Lucifero.

Necropoli Contrada Faraone La necropoli è posizionata nel nord-est dell'area urbana. Durante gli scavi è stato trovato un piccolo frontone in calcare con fregi dorici (frontone del naiskos), datato tra il IV e III secolo a.c. La forma del frontone imitava quello di un piccolo tempio.

Locri coniò delle bellissime monete. Nel V sec. a.c. il vaso ebbe forma cilindrica è fu quasi sempre importato da Atene. I banchetti erano molto diffusi e frequentati dagli uomini. Le donne partecipavano solo in veste di cortigiane o schiave. Per bere si usavano dei vasi e delle coppe (kylikes) oppure delle tazze (Skyphoi). Locri è insieme alla città di Sparta una delle pochissime città greche in cui le donne partecipavano alle gare atletiche. Gli atleti usavano uno strumento ricurvo in metallo (strigile) per pulirsi dal sudore e dagli unguenti ed oli profumati alla fine delle gare. In alcuni corredi per bambini si trovano delle bamboline in terracotta con arti snodabili, palline di bronzo e terracotta ed oggetti in miniature, come ad esempio delle piccole lampade. Pinakes (ex-voto) Nel santuario della Mannella sono stati trovati molti pinakes: quadretti in terracotta decorati con scene a rilievo policrome. I pinakes illustrano aspetti del mito e del culto di Persephone. Sono stati realizzati nella metà del secolo V a.c. I pinakes sono di forma rettangolare o quasi quadrata, ed hanno una dimensione massima di 30 cm di lato. Questi quadretti avevano dei fori, utilizzabili per appenderli. Il soggetto raffigurato più frequentemente è il rapimento di Kore. Kore è la figlia di Demetra, che diventa Persephone (regina degli inferi) e sposa di Hades (dio dell'oltretomba). Secondo Prueckner, Afrodite fu la dea più venerata a Locri nel V sec. a.c. Altre divinità venerate furono Ermes, Dioniso. Santuario di Persephone Il celebre Persephoneion locrese è stato definito da Diodoro Siculo come "il più famoso tra i santuari dell'Italia meridionale. Non è ancora stato compreso quale culto si praticasse in questo santuario, ma sembra siano le divinità dell'oltretomba come Persephone. Ceramica Laconica Questo tipo di ceramiche sono state prodotte nel VII e VI secolo a.c. in Laconia (regione di Sparta). La ceramica Laconica viene diffusa in tutto il mediterraneo. Veniva usata un'argilla rosata, coperta da ingubbiatura giallina, sulla quale venivano dipinte le figure in nero. Giardini di Adone (IV sec. a.c.) I giardini erano realizzati nelle anfore da trasporto, opportunamente spezzate e capovolte. Venivano coltivati finocchi e lattughe, ed innaffiati con acqua calda per accelerarne la crescita. In cucina venivano usati vasellami a vernice nera (coppe per bere, piatti e coppette). Venivano inoltre usati dei contenitori per cibi cotti e crudi e per i liquidi. Soltanto i più ricchi potevano permettersi vasi in vetro o metallo. Per la conservazione o trasporto di vino, olio, olive e salse venivano usate delle anfore. Il sostentamento della popolazione era basato su cereali e legumi, sulla caccia alle lepri, cervi e cinghiali. Veniva praticata anche la pesca con lenza e reti. Nel museo sono visibili degli ami da pesca. I latticini erano forniti da capre, montoni e suini. Infine la frutta era composta da mele, melograni, fichi, mandorle, uva e miele.



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