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Kaulon
Monasterace
Monasterace, antica Kaulon. Foto aerea
Situata sulla costa ionica della Calabria, Caulonia, attuale Monasterace Marittima, occupava un territorio collocato a metà strada tra le due città rivali di Locri e Crotone, presso il promontorio dell’odierna Punta Stilo. Alcuni autori antichi la consideravano colonia di Crotone, altri, invece, di genti provenienti dalla regione greca dell’Acaia.

Suo fondatore fu Tifone, della città achea di Egio; per questo motivo gli studiosi moderni la ritengono una fondazione di Crotone ma guidata da un rappresentante ufficiale degli Achei della madrepatria. Il mito fa risalire la sua fondazione all’epoca della guerra di Troia e la attribuisce all’eroe Caulo, da cui il nome della città; la ricerca archeologica ha invece permesso di datare l’inizio dell’occupazione greca della zona intorno alla fine dell’VIII sec. a. C. Il territorio della città era limitato a sud dal fiume Sagra, sulle cui rive si svolse, intorno alla metà del VI sec. a. C., la famosa battaglia nella quale i Locresi, grazie al miracoloso intervento dei Dioscuri, sconfissero le milizie congiunte di Crotone e Caulonia. Ciononostante, è proprio in questo periodo che la città conosce il suo momento di massima ricchezza. Ne sono testimonianze la serie di monete - stateri - d’argento di ottima fattura coniate a partire dal 525 a. C. e la contemporanea fioritura della scuola pitagorica. Caulonia vive poi un momento assai drammatico in occasione dello scontro che la oppone, insieme alle altre città italiote, alle forze congiunte dei Lucani e di Dionigi I, tiranno di Siracusa. Ostilità culminate nel 389 a. C. con la conquista della città, la deportazione di parte dei suoi abitanti a Siracusa e la cessione del territorio a Locri, alleata del tiranno. Ricostruita da Dionisio il Giovane, Caulonia, preda di Annibale durante la seconda guerra punica, viene definitivamente condotta nell’orbita di Roma da Q. Fabio Massimo nel 205 a. C. I resti archeologici relativi alla fase romana sono assai scarsi e limitati ad una villa in contrada Fontanelle e ad alcune sepolture nell’area dell’abitato ellenistico. Gli studiosi sono ormai concordi nel considerarla una colonia achea, fondata alla fine dell'VIII° a.C., poi ricolonizzata da Crotone attorno al 675 -650 a.C., per prevenire e fermare al fiume Sagra (Turbolo) eventuali progetti locresi di espansione verso nord. La tradizione mitica la vuole anche fondata da Kaulon, figlio dell'amazzone Clete, nutrice di Pentesilea, o dalla stessa Clete, al tempo della guerra di Troia. Il periodo di massimo splendore coincise con la seconda metà del VI° a.C.: a quell'epoca risale l'emissione degli incusi d'argento e la sua partecipazione, a fianco di Crotone, alla battaglia sul fiume Sagra, contro Locri. La colonia, che contava 10 000 abitanti per un'estensione di circa 47 ettari, fu distrutta da Dionisio I nel 388 a.C., che ne annesse il territorio a Locri, deportandone gli abitanti a Siracusa. Ricostruita da Dionigi II, dopo essere caduta nelle mani dei Campani di Reggio (280 a.C.), venne definitivamente cancellata dai Romani nel 205 a.C.



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