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Teatro Romano
Marina di Gioiosa Ionica

Ruderi del Teatro romano con sullo sfondo la Torre del Cavallaro
Lungo la strada, che corre parallela costeggiando il tracciato ferroviario, si trovano i resti del teatro greco-romano, scoperto nel 1883 e portato alla luce nel 1926.
Il teatro, che presenta anche nell'impianto scenico segni evidenti di diverse fasi di costruzione, è databile al III-IV secolo d.C., e rappresenta, nei materiali e nelle tecniche di costruzione, la fase di passaggio tra la cultura magno-greca e la cultura romana di età imperiale.
L'edificio fu realizzato in un terreno pianeggiante non potendosi usufruire di un pendio naturale su cui alloggiare la cavea in cui dovevano prendere posto gli spettatori. Le condizioni economiche della città, all'epoca, non permisero costose opere di costruzione per realizzare una gradinata per gli spettatori, così vennero costruiti una serie di muri concentrici nei quali vennero ricavati i sedili per gli spettatori.
Oggi restano solo dieci file di sedili, ma si ipotizza (Ferri) che ne siano esistite venti, che potevano consentire a circa 1200 persone di assistere alle rappresentazioni.
La cavea è divisa in cinque settori a forma di cuneo delimitati da quattro scalette di accesso. L'alloggiamento dell'orchestra, posta a livello inferiore della cavea, ha forma semicircolare con diametro di oltre 14 mt. e circondata da un alto muro che conserva ancora tracce delle decorazioni originali.
Il palcoscenico (pulpitum) era affiancato da due corpi avanzati richiamanti i paraskenia ellenistici, mentre un muro rettilineo formava il fondo scenico alle cui spalle si trovavano gli ambienti di servizio. La fronte del pulpitum verso l'orchestra è articolata da nicchie semicircolari e rettangolari alternate e fiancheggiate da due scalette una delle quali ormai distrutta da incuria e errati restauri. I corridoi di accesso all'orchestra, i quali separano l'edificio scenico dalla cavea,erano originariamente scoperti, mentre furono successivamente coperti con volta a botte.



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