CARATTERISTICHE DEL SEGNO
Segno del potere, i Leoni mostrano forte determinazione e grande gentilezza. Dall'ego fortemente pronunciato, i nativi del segno sono dirigenti nati e ottimi organizzatori. Amano vincere, ma solo se la battaglia è valsa la conquista. Amano essere apprezzati e adulati. I Leoni sono soggetti a disturbi cardiaci o di pressione. Orgogliosi, prepotenti e coraggiosi, sono dotati di carisma da leader. Caratteristiche dei nativi del segno sono, sicuramente: la vitalità, l'ambizione, la magnanimità, la fierezza e la volontà. L'essere estremamente volenterosi, tuttavia, spesso li spinge a soffrire facilmente di collera o li induce ad agire in modo tirannico. Dotati di straordinaria sicurezza di sé, sprezzano la volontà altrui e spesso tendono a prevaricare gli altri.
Il giorno fortunato è la Domenica. I numeri fortunati sono: 5 e 9.
DIAMANTE
I cristalli di diamante hanno per lo più forma di ottaedro o di esacisottaedro (48 facce triangolari), spesso con superfici curve. Sulle facce dell'ottaedro si possono talora osservare piccole incisioni triangolari dette "trigoni".
Per geminazione di due ottaedri si possono formare cristalli piatti a forma di triangolo smussato. Il diamante è costituito da carbonio puro: se viene scaldato, brucia liberando anidride carbonica. È il minerale più duro che si conosca, ma ciò non significa che sia infrangibile: può venire scalfito soltanto da un altro diamante, ma un colpo deciso può mandarlo in frantumi; infatti è fragile e si sfalda facilmente secondo le facce dell'ottaedro. Il diamante ha una lucentezza molto viva, quasi metallica, che viene appunto definita " adamantina". Molti diamanti appaiono fluorescenti ai raggi ultravioletti.A differenza di quasi tutti gli altri minerali, il diamante non si è formato nelle rocce della crosta terrestre in cui si trova, bensì a qualche centinaio di chilometri di profondità, in quella zona della terra detta "mantello" . I cristalli sono stati poi trascinati in superficie attraverso condotti vulcanici esplosivi caratterizzati da una roccia ricca di olivina, detta "Kimberlite" dalla località di Kimberley, in Sudafrica (giacimenti primari).
In seguito la Kimberlite viene lentamente attaccata dall'erosione che sgretola la roccia e libera i diamanti, facilitando il loro allontanamento e la loro sedimentazione con sabbie e ghiaie (giacimenti secondari) . I più antichi giacimenti conosciuti sono quelli, ormai esauriti, dell'India peninsulare. Nel 1725 furono scoperti giacimenti in Brasile e solo nel 1867 quelli del Sudafrica. Negli anni Cinquanta furono trovati grandi giacimenti in Siberia e negli anni settanta in Australia. Ne esistono anche in Borneo, in diversi stati africani e in Venezuela.
Tradizionalmente il pregio maggiore di questa gemma consiste nell'assenza di colore e di impurezze. Dopo essere stati selezionati, i diamanti vengono sottoposti al taglio usando lame diamantate e sfruttando particolari direzioni in cui la durezza è minore. Se il taglio è ben eseguito, mette in evidenza il fuoco, cioè l'insieme dei lampi colorati dovuti alla dispersione della luce bianca all'interno della gemma.Una gemma tagliata male, invece, deve venire ritoccata per raggiungere l'effetto desiderato, e la conseguente perdita di peso si traduce in una perdita di valore. Spesso si usa il termine "brillante" per indicare il diamante: l'uso non è corretto perché quello a brillante è soltanto un tipo di taglio rotondo con 58 faccette, applicabile a qualunque gemma. Nel commercio di diamanti una distinzione precisa viene fatta fra pietre con e senza inclusioni.
I diamanti puri, cioè della migliore qualità, sono diamanti i quali non presentano tracce di inclusioni anche se osservati con la lente che li ingrandisce dieci volte. Il degradamento del valore della pietra è in relazione alle tracce di inclusioni non osservabili a occhio nudo e a quelle osservabili a occhio nudo. |