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Le festività di dicembre, secondo il popolo, venivano introdotte ad opera del messaggero S. Andrea apostolo, che si venera il 30 novembre.
Le nonne facevano, perciò, mandare a memoria i seguenti "versi-calendario", recitandoli, ripetutamente, ai nipotini:
Santu 'Ntria ha portat"a nova:
alli sia è de Nicola,
all'ùottu è de Maria,
alli trìdici è de Lucia,
alli vintunu San Tumàsu canta:
-'U vinticincu è la Nascita Santa!- (1)
L'arrivo di dicembre e, quindi, del Natale veniva avvertito dal primo timido zufolare.
I "fisc-chietti" venivano preparati da giovani e meno giovani, che sceglievano, con cura e perizia, i pezzi di canna, ai quali, opportunamente tagliati, praticavano i vari buchi.
La decorazione si otteneva accostando alla canna lo spiedo arroventato fra le braci, e segnandovi sopra linee semplici, doppie, ad x.
Ai primi accordi, echeggianti per le vie e le campagne limitrofe ai centri abitati, c'era chi recitava, come per improvviso richiamo alla memoria di qualcosa che si aspettava, ma ritenuta ancora lontana:
Quannu sient"i fisc-chietti sonari:
Terullèru!.. - E' venutu Natali (2)! -
Ed a Cassano J.:
Sona sona, fischittieddu,
cà mo vena lu Natalu,
e ti porta 'nu rigalu:
'i turdiddi e bissinieddi
e ti porta 'a giurgiulena,
sona sona, cà mo vena (3)
A Cetraro i ragazzi, al suono della campana che chiamava i fedeli alla novena, accorrevano felici in chiesa, per potersi esibire con i loro zufoli (4).
La festività era tanto attesa non solo e non tanto per elevato trasporto religioso, ma perché diveniva un pretesto per trascorrere giorni diversi dagli usuali, caratterizzati da parca mensa, priva, soprattutto, delle "così boni".
(1) Sant'Andrea ha portato la nuova: / il sei è di Nicola / l'otto è di Maria, / il tredici è di Lucia, / il ventuno San Tommaso canta: / - Il venticinque è la Nascita Santa!-.
(2) Quando senti gli zufoli suonare: / - Terullèru!. .-. E' venuto Natale!
(3) Suona suona, fischiettino, / chè ora viene il Natale, / e ti porta un regalo: / (le fritture) / e ti porta il sesamo, / suona suona, chè ora viene (Falbo G., Usi e costumi cassanesi, in "La Calabria", a. XII (1900), pag. 18).
(4) De Giacomo G., Usi e costumi di Cetraro, in "La Calabria-Rivista di letteratura popolare", a. V, n. 5, Monteleone, 15.1.1892.
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